L’Aretino senza piedi

Una caratteristica odiosa e francamente inconcepibile dell’aretino medio è quella di non volere camminare a piedi.
Mai, anche per poche decine di metri.
Prende l’auto anche per comprare il pane sotto casa.
Se pur parcheggia pure dentro i portoni e le vetrine e se potesse entare in negozio con l’auto, lo farebbe, a costo di sfasciare i vetri.
Leggiamo poi comunicati abbastanza assurdi come quello del Comitato pendolari che vorrebbe parcheggi liberi in centro, sia per chi poi andrà a prendere il treno, sia per incentivare la fruibilità del centro.

A parere di chi scrive è una bella stronzata.
Avere parcheggi liberi in centro, o zona stazione e limitrofe, significherebbe intasare le strade con migliaia di veicoli, incentivati dalla sosta gratis, che in caccia frenetica del posto, girerebbero in tondo come mosche, pur di parcheggiare.
Più intasamento, più inquinamento, più gente che userebbe la macchina in centro anche se non necessario.

Con i parcheggi a pagamento a ridosso della zona centrale, si disincentiva l’uso dell’auto se non strettamente indispensabile, si decongestiona un pò il traffico veicolare (già assurdo), si utilizzano i parcheggi multipiano appositamente costruiti.

Ricordiamo a chi legge che il parcheggio Mecenate è a 20 metri da via Caduti sul Lavoro, praticamente adiacente alla stazione, mentre il Baldaccio è a 150 metri da Porta Buia e 400 dalla Stazione.
Distanze percorribili a piedi in pochi minuti, da chiunque.
Quindi se una persona media, non h in grado di fare queste distanze a piedi senza difficoltà, è consigliabile che si faccia vedere da uno bravo, perchè ha dei problemi, grossi.

Meno auto, più pedoni, è una prospettiva buona, per non peggiorare ulteriormente una à da incubo, fatta di sosta selvaggia, veicoli usati per percorrere poche decine di metri, magari con un solo passeggero a bordo, inciviltà al volante.
Ricordiamo poi che grazie al cielo in Arezzo i mezzi pubblici ci sono, funzionano abbastanza bene, collegano agevolmente le varie zone.

Due passi a piedi fateli, o in bicicletta, vi potrete godere le bellezze di una città che molti di voi conoscono poco o per niente.
E ci guadagnate pure in salute.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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