I cazzari partono da Arezzo

Ad Arezzo si aggira un personaggio che alcuni vorrebbero disconoscere, altri osannare.

Andrea Scanzi non lascia certo indifferenti, assommando in sé tutti i caratteri tipici dell’aretino:

egocentrismo, genialità, energia, antipatia, capacità di bucare lo schermo, di fare incazzare.

E poi, quella di avere successo, dote che molti aretini non perdonano.

Il suo ultimo libro “I cazzari del virus”, appena uscito, è in cima alle classifiche di vendita, senza paura di mettersi lui stesso tra i cazzari.

Le sue dirette facebook, raccolgono decine di migliaia di fans, arrivando a cifre impensabili, suscitando invidia e rabbia.

Si, Scanzi non è stato mai molto amato nella sua città, e soprattutto dalle redazioni dei giornali locali, nonostante il suo impegno per far conoscere Arezzo fuori dalle mura.

La sua collaborazione al Passioni festival è stata preziosa per far decollare l’iniziativa. Non si può fare a meno di lui per collegarsi al mondo dello spettacolo che conosce molto bene.

Eppure, le sue nette posizioni politiche e culturali lo rendono ostico ad una parte di città legata a pregiudizi ideologici destrozzi.
Ma gli insulti che riceve si riversano su chi li lancia perché Scanzi è un arciaretino, la migliore sintesi del carattere dei botoli ringhiosi.

Il suo attivismo fa girare la testa: dalla collaborazione al Fatto Quotidiano ai suoi spettacoli che presto, annuncia, riprenderanno, come quelli su Gaber, Ivan Graziani e i Pink Floyd.

Nelle sue partecipazioni televisive da Carta Bianca a Otto e mezzo, riesce ad esprimere opinioni e giudizi con i quali è difficile non essere d’accordo; nelle sue dirette facebook cazzeggia come un ragazzino che si diverte a sputtanare i politici.
Certo forse esagera su Salvini, che già ci pensa da solo, ma il gusto è forte e considerando la memoria labile degli italiani, non è poi tanto sbagliato.

Scanzi è un ragazzaccio che però se lo trovi in città, come al Coffee O’Clock, è alla mano e quasi timido.

Lui dice di aver avuto come maestro Edmondo Berselli, io credo però, leggendo Orso Grigio, così si firma su facebook suo padre, dalla scrittura elegante e senza peli sulla lingua, che Andrea è proprio il prodotto paterno.

Ora però, comprategli questo cazzo di libro “I cazzari del virus” perché Scanzi è capace di sfracassarci i coglioni tutta l’estate, come un tormentone estivo tipo la cintura di Alvaro Soler.

In fondo dicono che il libro diverta, ma cercate di comprarlo nelle librerie aretine perché la città ha bisogno di tutte le energie possibili per risollevarsi.

 

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

13 COMMENTI

  1. Un poveretto…
    Da giornalista sportivo solo figuracce…
    Lasciamo perdere quando faceva l’intenditore di musica(botte da orbi dal cantante dei negrita).
    Adesso qualche sassolino riesce a toglierselo perché un buon 40% del popolo è sinistroide come lui…
    Ah dimenticavo…
    A libro paga dei 5 stelle

  2. Il Cazzaro…. Deve essere la sua autobiografia…basta andare a guardarsi il suo video che ha fatto a febbraio e cosa dice del virus…pagliaccio…

  3. Bravo, tagliente, godibile da leggere e furbacchione: sta già vendendo svariate copie di un libro che era l’ultimo a poterlo scrivere e lo sapeva.
    Sta cavalcando l’onda ma il vecchio Scanzi non c’è più, ora è schierato e totalmente conformista.
    Non ce lo facevo così scandalosamente filogovernativo, nemmeno se al governo c’era lui.
    Forte la sua rubrica calcistica ma anche lì grossi abbagli come “Suso è la luce!”
    Ormai troppo divisivo per rappresentare la città.
    Agile, in scioltezza.

  4. Bravo, tagliente, godibile e furbacchione: era l’ultimo a poter scrivere questo libro ma lo sapeva benissimo.
    Purtroppo il vero Scanzi non c’è più, ora è totalmene schierato e conformista, non lo facevo così scandalosamente governativo, nemmeno se c’era lui al governo.
    Forte e spiritosa era anche la sua rubrica sportiva ma anche lì grossi abbagli del tipo Suso è luce!
    Tuttologo strabordante, ormai è un personaggio divisivo non credo quindi che possa rappresentare la nostra città.

  5. Mah ..se ci si lamenta di Scanzi ..
    Certo, il panorama locale se guardiamo nel mondo del giornalismo, dell’arte , della cultura etc etc è. molto ricco ! Una città
    che snobbava Icastica , che mal sopportava Arezzo Wave ma dove le sagre vanno per la maggiore non può riconoscersi in Scanzi, personaggio spinoso, anche spocchioso, ma acuto ed intelligente.

  6. Ma tanto è notorio a tutti che solo e soltanto la sinistra è la depositaria di cultura, rispetto, eguaglianza, diritto, ed ogni corrente di pensiero difforme è invece da considerarsi fascista e – di conseguenza – non solo immeritoria di rispetto, ma anche da condannarsi. Ma scusate se la penso così.

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