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Che “Ca’ dorna” sarà

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Che “Ca’ dorna” sarà

Prima allenatore, poi virologo ed ora, nientepopodimenoche, architetto urbanista.
Questa l’ultima professione incarnata dall’aretino medioacculturato che ha innescato un fitto dibattito nientepopodimenoche in facebukke.

E sì, signori miei, la ghiotta occasione di sfoggiare competenze urbanistiche ed artistiche è data dal rendering che mostra come potrebbe avvenire la riqualificazione dell’ampia area della caserma Cadorna.

Fulmini, saette e strali. Critiche su critiche. Ma anche tanta memoria corta, ma tanta corta.

Fare osservazioni costruttive, proporre idee e discuterle è auspicabile e costruttivo.
Mentre, non vi è cosa più trita che criticare per il piacere di criticare senza argomentare.

Ora, è da alcuni lustri che l’area Cadorna versa in condizioni pietose e le amministrazioni che si sono susseguite di sinistra quanto di destra, dagli anni Novanta del secolo scorso, non mi pare che abbiano prodotto qualche idea per il suo recupero e riqualificazione se non sfruttare l’area per un parcheggio e gli edifici, che ivi si affacciano, per ospitare uffici, spostare scuole ed una…  casa della cultura che non è l’Università della terza età.

Detto ciò, mi fa alquanto specie che critici d’arte de noiantri critichino lo stile architettonico che richiamerebbe un certo periodo dei primi del Novecento e, quindi, storicizzato. Criticano, ma non criticano il palazzo delle Poste centrali che di quel periodo è; criticano, ma non criticano ad esempio la scuola Masaccio che di quel periodo è e che, ad oggi, continua a svolge egregiamente il suo dovere unitamente ad altri plessi di quel periodo.

La Cadorna del futuro, leggendo il rendering, conserva la memoria storica degli edifici e questo è importante.

Si grida allo scandalo per la spianata di cemento, ma si dimentica l’edilizia popolare degli anni Settanta e Ottanta che grida vendetta per la dannosità oltre che per il profilo estetico e per quanto continua a deturpare le nostre periferie.

Ma tutti zitti!

Ecco, forse a stare zitti, a volte, si fa una migliore figura…. Ad majora!

1 COMMENTO

  1. A stare zitti qualche volta si fa bella figura è vero, anzi verissimo , ma questo vale anche per i giornalisti che scrivono cose inesatte e un po improvvisate. Forse vuol dire che il Sindaco Ghinelli è meglio del Sindaco Ducci , di Fanfani o dei tanti sindaci socialisti che si sono alternati nella poltrona di primo cittadino? Improbabile . Poi nel tempo ci sono stati anche quelli che le hanno costruite e poi le hanno bombardate e distrutte.

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La Vespa
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Dotata di due formidabili antenne capta, nel territorio urbico locale, tutto quanto c'è di anomalo e, a suo insindacabile giudizio, usa il velenoso pungiglione per raccontare e denunciare. Mimetica e veloce vola di qua e di là, da un abuso ad uno sperpero; da un incarico in odore di favore ad un finanziamento dato per l'acquisto dei bigodini della nonna.

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