Spunta frase offensiva del deputato incaricato dell’interrogazione su Rossella Angiolini

Cencio dice male di straccio, questo proverbio toscanissimo forse fotografa un qualche nesso tra Rossella Angiolini –  già presidente di centrodestra della commissione Pari Opportunità della Provincia di Arezzo, dimissionatasi o fatta dimissionare, dopo il post galeotto su “quelle zoccole di femministe di sinistra”– e l’on.Walter Verini – il deputato umbro incaricato dal PD di Arezzo di presentare un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione sull’avvocatessa aretina, per chiederne la sospensione dall’insegnamento – .

Chi l’avrebbe mai detto ma spunta una frase relativamente vecchia di Verini, detta durante una trasmissione Mediaset del 2019, divenuta un caso nazionale, andato avanti per settimane, con tanto di richiesta di intervento del  presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico  e da parte del segretario Nazionale del Partito Democratico Nicola Zingaretti,   dopo una immediata reazione indignata, coralmente manifestata da quanti presero molto male quella dichiarazione televisiva, giudicandola offensiva, diffamatoria, lesiva della dignità di un’intera comunità.

Chi l’avrebbe mai detto, eppure è così, tanto è vero che chiunque può accertarsene,  andando su Wikipedia.
Troverà molte notizie sulla significativa carriera politica  dell’ onorevole tifernate, parlamentare da tre legislature consecutive dal 2008, e, se vorrà, potrà  soffermarsi sul capitoletto intitolato Dichiarazioni diffamatorie, in cui si legge:

Il 16 aprile 2019, negli studi di Mattino Cinque, interpellato a proposito dei recenti arresti nella Sanità in Umbria, dichiara: “L’Umbria non è Casal di Principe, l’Umbria è civiltà“,  tale affermazione ha suscitato sdegno e indignazione, in particolare tra gli abitanti di Casal di Principe, colpiti direttamente dalle parole diffamatorie, basate su luoghi comune, del deputato.
Il sindaco di Casal di Principe Renato Natale ha invitato Verini alla rettifica, il quale ha invece continuato a sostenere la propria tesi, precisando: “L’Umbria non è come la Casal di Principe del passato, ai tempi dei Casalesi.
Quella Casal di Principe che il sindaco Renato Natale ha contribuito a bonificare e risanare guidando la città con trasparenza e passione civile
“.
Il tentativo di porre rimedio alla frase diffamatoria è stato vano, tant’è che il sindaco Natale dichiara: “Anche nella Casal di Principe del passato c’era chi lottava contro i criminali, ci sono ben 4 medaglie d’oro al valore civile.
Non si tratta di parlare bene di me, ma di non parlare male della mia città.
Penso che dovrebbe solo con umiltà riconoscere di aver detto una stupidaggine
”.

Chi l’avrebbe mai detto che il proverbio toscano Cencio dice male di Straccio, forse, fotografa davvero  (ma ovviamente casualmente e in un contesto completamente diverso )  un nesso fra Rossella Angiolini – autrice del famoso post sul dramma della povera Saman, giocato sulla frase di significato offensivo verso le femministe, in particolare,  ma tutte le donne in generale – e Walter Verini – il parlamentare Pd, incaricato dal PD di Arezzo e dal segretario provinciale Ruscelli di persona,  di interpellare il ministro dell’Istruzione allo scopo di fare smettere l’Angiolini anche di insegnare- il quale parlando in televisione dei guai giudiziari del Pd umbro, dichiarò un qualcosa giudicato di significato diffamatorio.

E chi l’avrebbe mai detto! Verini,no,  lui in persona, no,  non l’ha detto nel filmato in cui parla della Rossella Angiolini e la mette in croce;  il segretario provinciale PD neanche, no, Ruscelli non  ha fatto alcun cenno a questa vicenda.
Una vicenda che sembra avere un nesso ma  che non ha la presentazione delle scuse, come nesso in  comune con il caso del post su “quelle zoccole di femministe di sinistra”.

Le scuse, ecco, parliamone per concludere.

Rossella Angiolini le ha presentate, anche se il segretario provinciale PD di Arezzo le giudica apprezzabili ma tardive, avvenute quando la vicenda è diventata un caso nazionale”.

Chi non le presentò mai, anche se gli erano state reiteratamente richieste, è il parlamentare che interpellerà il ministro sull’Angiolini, adesso anche in forse come insegnante e  già cacciata dalla presidenza delle Pari Opportunità della Provincia.
Non si capisce bene se richieste dalla presidente della Provincia o le ha date lei, per non mettere in difficoltà la Silvia Chiassai, su questo Ruscelli ha ragione a dire che “il centrodestra di Arezzo non è in grado di coordinarsi neppure in sede di dichiarazione”.

Walter Verini, a differenza della Angiolini,  non le presentò.  Le fece il  segretario Nazionale del PD Zingaretti, al suo posto.

Chi l’avrebbe mai detto!

Felixino Cini
Ponte a Chiani 10 Luglio gneeee uèèèè gneeee uèèèè gneeee uèèèè gneee uèèèè gneeee gneeee uèèèèè gneee uèèèè gneee uèèèè gneee uèèèè gneee uèèè gneeeee

14 COMMENTI

  1. Oggi è più evidente la sua nomina a difensore dell’avvocatessa, presidente istituzionale di una commissione provinciale specifica sulle donne e le loro pari opportunità , un presidente che etichetta le donne di sinistra zoccole . Girare la frittata è un inganno , un qualunquismo strisciante dire ma anche Verini, ecc. Un tipico italianismo , come dire se uno ruba possiamo rubare tutti, ecco perchè il fenomeno è sempre più vasto. Una risposta tipica dei bambini e non dei politici e addetti all’informazione adulti . Buonagiornata.

  2. Signora Paola, la bambina è lei e anche ignorante. Adesso le spedisco a casa il prontuario della commissione parlamentare istituita dall’allora presidenta della Camera Boldrini sul censimento delle parole offensive e del linguaggio d’odio. Lei usa nei miei confronti almeno due parole censite come tali allo scopo di mortificarmi ma riesce a umiliare la sua intelligenza. Mia cara, non esiste un’informazione infantile e una adulta, esiste di informarsi per non tapparsi gli occhi o ascoltare solamente una campana. Buona giornata

    • Per questione di Privacy lei a casa mia non può spedire proprio nulla, lo sa vero? Conosco benissimo la politica , i suoi riti e i tifosi di essa e quando non si fermano per tempo si autoalimentano a dismisura. Mortificare le persone non è nel mio stile , se lei si è sentito mortificato mi dispiace non era nelle mie corde che lei a mal interpretato. Ricostruendo, leì ha iniziato la sua fase ritenendo utile difendere il volgare “zoccole di sinistra” , questo significa che per l’angiolini e per lei le donne di sinistra sono zoccole? Posso permettermi di dire che è stata una volgarità gratuita , odiosa , falsa e che con la politica non c’entra nulla o devo chiedere l’autorizzazione per difendere la mia onorabilità di donna di sinistra? Mai ascoltato una campana sola , peccato che le altre erano così stonate e non mi hanno mai attratto. L’informazione è essenziale e infatti mi sono pure letta il suo articolo ed era meglio se non lo facevo. Stia bene e le posso assicurare che non mi sentirà mai dire alle donne vicino alle sue idee “zoccole” I miei giudizi sono sempre politici e mai personali.

      • Lei signora Paola è sul crinale di del parossismo. Da giorni insiste a sostenere che io abbia inteso difendere l’offesa arrecate alla sinistra femminista e non il concetto sulla sinistra femministra e il caso Saman. Espresso male, sì, ma da me condiviso, e su questo non sentirà mai le mie scuse, anzi le dico che trovo vergognoso che si giunga a chiedere di togliere l’insegnamento a qualcuno in un Paese che in passato toglieva l’insegnamento a chi non era conforme alle leggi razziali. Oggi si chiede altrettanto su chi non è conforme al politicamente corretto e alla linea del partito di sinistra per eccellenza. Peccato che ste cose non potrò più scriverle su l’Ortica, ma le dico a lei.
        Alla quale dico anche a proposito del suo parossismo sul mio articolo:
        o lei lo ha davvero letto e non riesce proprio ad accettare che io possa avere un’opinione diversa dalla sua -diversa non sulla parola offensiva bensì sulla critica alla sinistra femminista – oppure, debbo concludere, lei ha tali e tanti pregiudizi sulle opinioni differenti dalle sue, che in generale non le accetta anche se le capisce.
        Torno a ripeterle: si confronti anche con donne di sinistra che hanno espresso critiche alla sinistra femminista. Io ne cito una nell’articolo, come mai lei non commenta mai anche questa parte del mio articolo?
        La signora Rossella Angiolini vi ha servito su di un piatto d’argento un argomento su cui state intingendo a piene mani, fregandovene altamente di Saman e anche dello stato in cui versano i diritti delle donne, dia retta a me.
        Ultima cosa: scrivendo il mio articolo non ho fatto incitamente all’odio e alla violenza, non ho commesso apologia di fascismo e non ho attentato alla sua personale onorabilità di donna di sinistra, della quale non mi interessa venire a sapere dove sta di casa.
        La ringrazio per il bel commento di oggi ad un altro mio articolo (fascista?) pubblicato da ieri.

  3. Felice Cini su un’altra testata online aretina fu invitato a smettere di spargere le sue teorie bislacche….purtroppo lo ritroviamo qui a ricominciare laddove altri lo bannarono…peccato

    • Gustavo bello, è vero, io sono stato bannato da InformArezzo e le confermo, a mia onta, la stupidaggine che lei riferisce, ossia che io sono stato interdetto dal signor liberale libertario e liberista direttore Casalini, responsabile (se lo è ancora) di +Europa, perchè criticai la pubblicazione integrale di un avviso di garanzia giunto al signor Francesco Macrì (che non è amico mio ) nell’ambito dell’inchiesta Estra. Lei saprà, certamente, perchè la percepisco molto addentro a simili questioni, che un atto giudiziario non si può pubblicare integralmente. Feci notare ciò e venni bannato. Poi fui sbannato e tornai criticare un articolo in merito all’atto vandalico contro il poster commemorativo dei due partigiani della Chiassa, ammazzati durante la Resistenza, in cui veniva indicato come mandante l’ambiente dei sovranisti aretini, proprio così, l’autore – ex candidato consigliere comunale della Lista Ralli- scrisse che responsabile di quell’atto è il sovranismo che anche ad Arezzo raccoglie consenso. Letta la sua imbecillaggine sul mio conto, ora so qual è il suo spessore, molto assimilabile a InformArezzo. Ma se vuole ulteriori notizie sul mio rapporto con il media in questione, mi sarà gradito soddisfare altre sue curiosità. Ad esempio, io sono stato bannato anche da facebook, a volte. Le interessa l’argomento?

    • Aggiungo…l’articolo che lei critica non si basa su una teoria ma su un fatto. Un genere che, comprendo benissimo, non piace. Ma non le chiederò scusa per averla angustiata con un fatto invece che con una delle teorie che circolano a sinistra.

    • Signor diffamatore Gustavo, gusterà la notizia che querelerò anche lei. Dovrà dimostrare in tribunale qual è la testata on line dalla quale il sottoscritto è stato invitato a non scrivere “teorie bislacche” e quali teorie fossero, in quanto i diffamatori come lei vanno aiutati a comprendere che non si usa la calunnia per mettere a tacere chi non la pensa allo stesso modo.
      Le suggerisco di inventarsi qualcosa nel frattempo e non cascare nell’equivoco di citare InformArezzo, in quanto il sottoscritto può documentare, e lo farà in tribunale, il motivo per il quale venne bannato.
      Lei caro calunniatore si nasconde dietro un nick e da bravo diffamatore crede di potermi gettare merda addosso. Io, molto più civilmente, le lancio addosso una querela.

  4. Considerando che, tutti i giornalisti tuttora chiamano l’associazione camorrista “Clan dei Casalesi” proprio perché radicata a Casal di Principe, Verini, forse sbagliando, ha fatto un’affermazione tutto sommato motivata. La dottoressa Angiolini invece ha scritto un post solo offensivo e
    senza argomentazioni , questo articolo totalmente privo di senso sembra un patetico tentativo di arrampicata sugli specchi per difendere l’indifendibile.

  5. Peccato per lei che l’intera cittadinanza e cittadina di Casal di Principe non fosse neanche nel 2019, e neanche precentemente, radicata totalmente nel Clan dei Casalesi e che la dichiarazione di Walter Verini sia stata giudicata diffamante dal sindaco Pd di Casal di Principe. Forse è il suo un tentativo arrampicarsi sugli specchi, usando un altro pseudonimo ma le stesse argomentazioni con cui ha commentato un altro mio articolo.
    Purtroppo, il mio non è un tentativo di arrampicarmi mentre lei appartiene al genere di aretini che come sono messi di fronte ad un altro lato delle cose, arrampicano le mani fino agli occhi per non vedere o fino alle orecchie per non ascoltare altro. E vanno avanti con la linea del partito.

    • Quello che volevo dire è che Verini, premettendo che ha sbagliato, può essere stato indotto all’errore da anni di narrazione giornalistica mentre la nostra concittadina ha solo manifestato l’intento di offendere le femministe. Per quanto riguarda me, le comunico che l’unico partito di cui prenderei le difese è quello dell’obbiettivita’ che purtroppo è stato ucciso dalla politica, inoltre non ho mai commentato nessun suo articolo poiché il presente è il primo e forse l’ultimo che leggo.
      Le auguro buona domenica .

      • Anche io è il secondo e ultimo commento che leggo di lei, tuttavia volevo farle osservare che il sottoscritto ha menzionato il fatto consistente nel dire che per una specie di contrappasso la parolaccia della Rossella Angiolini sarà motivo di un’interrogazione parlamentare affidata ad un deputato già stigmatizzato a livello nazionale per una frase infelice.
        La sua tanto agognata OBIETTIVITA’ è questa.
        Buona vita

        • Sicuramente grazie al suo articolo Verini sarà esonerato dall’incarico per mancanza di requisiti.
          Buona giornata

  6. No, amico mio caro, grazie al mio articolo – particolarmente indigesto a chi come lei mangia la frittata cotta solamente da un lato- chi ha il buongusto di cucinare per bene la pietanza da entrambi i lati, può mangiare la frittata del famoso post sulle zoccole, cotta a puntino da entrambi i lati.
    Aggiungo che il sottoscritto non ama la censura e non ama cacciare via nessuno. A lei l’ha disturbata che io abbia messo in evidenza una coincidenza – senza giudicare o indignarmi ma limitandomi ad esporre un fatto e non una teoria -, una coincidenza somigliante alla legge dantesca del contrappasso o al proverbio toscano “Cencio dice male di Straccio”.
    Aggiungo anche, per sua informazione, che l’Ordine dei Giornalisti è il depositario dell’Albo dei giornalisti e non dei politici, pertanto il suo commento è fuori luogo, tipico di chi mangiando la frittata cotta solo da un lato, risente della digestione. Le auguro di avere più cura del suo stomaco.

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