Un’Arezzo parla di zoccole, un’altra Arezzo cerca chi affronta i problemi reali

Io non so voi, ma io, ho un’idea chiara in capo. E non è facile farsela in ‘sto casino d’Arezzo.

L’idea chiara che ho in capo è questa:

c’è un’Arezzo ferma da due o tre giorni a discutere di zoccole e di grandi concetti ma, in pratica, partendo dalle zoccole.

In questa Arezzo, ci sono due partiti:

un partito che ha ragione , anche secondo me,  di  dire che certe parole sono scritte per ferire, ma, però, questo partito, poi, piglia la fissazione sulle zoccole, si incaponisce sui massimi sistemi e, intanto, tutto un insieme di altri problemi reali va avanti.
Andate a fare la spesa in un supermercato, i soldi bastano sempre meno.
Andate all’ufficio di collocamento, il lavoro ve lo tirano dietro?
Avete un’attività?
Ci campate?
Provate a girare a piedi o con la macchina per Arezzo.
In che condizioni sono marciapiedi e strade?
Ecco, queste sono alcune cose che non si risolvono se si parla di zoccole e basta.

L’altro partito mi viene facile da descrivere così: prima scrive un post da Giovanna d’Arco della tastiera (non scrivo da Leonessa della tastiera perché l’ha scritto il sindacato Cgil e la sottoscritta non si chiama Scanzi per cui non copia)   poi va sui giornali come a Canossa (per chi non sapesse il significato di andare a Canossa, spiego che è un modo di dire ammettere che si è sbagliato) e comincia a scusarsi con tutte le donne, a cominciare da Eva, e ritornare fino al Giardino dell’Eden ci vuole così tanto tempo che, intanto, i problemi reali, nella nostra città, vanno avanti ma, a questo partito, importa poco o niente.

Infine, in questo gran casino di Arezzo c’è chi governa.
E, qua, mi verrebbe di dire una parolaccia anche a me, ma non la dico, preferisco dire così:

l’amministrazione comunale è in carica da 8 mesi e in 8 mesi qual è l’unico successo ascrivibile a questa amministrazione in carica mica da un giorno?
Un unico successo che si chiama Guida d’Arezzo de La Repubblica.
D’accordo, non è poco, ma neanche tanto tanto.

La mi nonna mi diceva sempre: cara Psicobotola Briosa, ogni problema della vita di tutti i giorni  ha tre soluzioni: la mia soluzione, la tua soluzione e la soluzione giusta.

Ma, in ‘sto casino d’Arezzo, come si fa a trovare la soluzione giusta?
Secondo me bisogna andare a cercare chi parla dei problemi reali di questa città e di noi che stiamo in questa città.

Ho visto che qualcuno (pochi o tanti, non lo so) è andato a cercare chi parla di problemi reali, sotto un gazebo.
Questo gazebo.
Io non voglio neanche dire di chi è, però posso dire una cosa: questo gazebo sta facendo la differenza tra chi parla esclusivamente di zoccole, chi va sui giornali come a Canossa e un’amministrazione che in 8 mesi può accampare esclusivamente la Guida d’Arezzo de La Repubblica come successo che serve a qualcosa.

Psicobotola Briosa
Le mie referenze le riassumo nell’essere innamoratissima di Arezzo, in cui sono nata 37 anni fa, in San Lorentino, e città del mio cuore che rappresenta il legame insostituibile della mia vita. Vita da aretina, in cui sono diventata psicologicamente Botola, dentro di me, ma socialmente Briosa con il mio prossimo, e quasi mai Ringhiosa con il mondo esterno. Argomento su cui butterò nell’Ortica gli spunti che mi vengono in mente.

1 COMMENTO

  1. Appunto, i problemi di questa città che sono al limite di sopportazione. Una città sciatta , cosi mal tenuta non l’avevo mai vista in tanti anni. Una città dove si lanciano quelle parole dalle istituzioni è una città incattivita ed è giusto fermare anche le cattive parole per non trovarsi al pugno, allo schiaffo, alle aggressioni . Non proseguo ma a buon intenditor poche parole.
    Quindi elenchi dei temi , dei problemi è propaganda , io direi meglio i fatti. Il decantato turismo è propaganda se poi si chiudono luoghi come la fortezza e si ospitano i turisti in una città avvilita , sporca, dove ci sono buche come crateri , l’erba che arriva agli alberi, dove la segnaletica è inesistente, i parchi lasciati all’incuria da anni, i cassonetti nuovi solo in mezza città , il cimitero un incubo , le strade che ospitano più auto in sosta vietata che circolanti . Insomma siamo una città dove la manutenzione non si fa più , ma si lanciano strali per corpire il non fatto e non da un anno , ma da oltre 6 anni.

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