Mi spiego con i lettori sul mio articolo Difendo Rossella Angiolini

Da non molto ho ricominciato a scrivere su l’Ortica.
La mia è un tipo di collaborazione gratuita, come deve essere, e un  certo tipo di divertimento, serio certe volte, un gioco in altre.

Scrivo qui le mie opinioni, non propagando le mie idee.
Ma dato che i commenti scatenati da un mio articolo,  mettono in discussione la mia appartenenza politica, affronto l’argomento.

Nella mia vita privata e non in ciò che scrivo su l’Ortica, io  sono un simpatizzante di CasaPound, non legato all’organizzazione, né nazionale né locale.
E non ho alcunché da nascondere sulle mie opinioni politiche.
A chi mi chiedesse la mia collocazione, possibilmente educatamente, io risponderei, serenamente e convintamente, di essere un simpatizzante di CasaPound.
Come un comunista simpatizza per Cuba ma non per questo simpatizza per i campi di concentramento che si dice furono organizzati dal regime castrista, io simpatizzo per chi simpatizzo e non per certi episodi di cronaca che trascendono dalla politica.

Non ho pregiudizi su migranti, ma non gradisco l’immigrazione selvaggia; non ho pregiudizi su gay e lesbiche, ma non condivido il Ddl Zan.
Non ho preconcetti né su destra né su sinistra ma, personalmente, non sono né di un partito di destra né di un partito di sinistra.
Credo nel pluralismo delle opinioni, purchè il pluralismo non sia la contraffazione del pluralismo e consista nel dire che vanno rispettate le opinioni di tutti ma, nella pratica, solamente di una parte, altrimenti si è portatori d’odio e incitatori di violenza e razzismo. Non sono un cattolico osservante ma mi è cara la tradizione cattolica ma non per questo ho ragioni di principio contrarie all’Islam.
Non ho stima di Ghinelli come sindaco ma considero Ghinelli persona degnissima, da me criticata da tempi non sospetti, senza che da lui abbia mai avuto un segnale di ostilità o, forse, un segnale che mi degni, che poi sarebbe segno che è persona intelligente.

Pensate che sia io ad avere bisogno dello psichiatra, come ho letto in un commento?
No, siete voi, se lo pensate, che avete il cervello anchilosato e la mente in lockdown.

Detto questo di me, come se lo avesse detto il criminologo Lombroso, vengo al punto.

Ho scritto e riscriverei Io difendo Rossella Angiolini e non andrò sui giornali come a Canossa come è andata l’autrice del famoso post.

L’Ortica mi piace in quanto è un giornale, e a modo suo è un giornale, in cui io stesso posso leggere Petrai che scrive criticamente e a 180° criticamente, sull’Angiolini mentre io, contrariamente a Luciano, del quale ho apprezzato il ragionamento senza condividerlo, la difendo e metto a confronto i miei ragionamenti con le veline di PD, Donne Dem, Cgil e on.Walter Verdini.

Non per questo andrò nei giornali come a Canossa o dai lettori de l’Ortica come a Canossa ma lunedì vado dalla Digos o alla Polizia Postale  e presenterò formale denuncia a carico di chi ha scritto un commento in cui mi imputa di usare l’Ortica per incitare odio e violenza, perché la sua non è un’opinione, è diffamazione, e diffamazione pericolosa.
Io posso dimostrare che nei miei articoli non c’è una virgola di odio o di incitamento alla violenza.
Lui, se il tribunale mi darà soddisfazione, dovrò dimostrare di avere qualche soldino da parte, perché gli chiederò danni anche in sede civile.

Io li conosco i miei limiti e non li oltrepasso.
Contariamente a qualcuno  di voi, che ha il gusto di manganellare chi non la pensa allo stesso modo.
Durante un primo periodo di collaborazione con l’Ortica, ebbi l’onore di essere minacciato fisicamente.
Sapete come risposi?
Dando il mio indirizzo.
Io non mi nascondo, né scappo.
Uso alter ego, ma per gioco, non per paura.

Dopodichè, chiunque chieda all’editore de l’Ortica di censurarmi (C.A ad esempio), ha la mia benedizione.
Chiunque mi diffama ha la mia querela.
Se l’indirizzo email è farlocco, farà fede l’indirizzo Ip ma quel signorino lo porto in tribunale.

Stasera è un quieto sabato, auguro a tutti voi una buona domenica.

Felixino Cini
Ponte a Chiani 10 Luglio gneeee uèèèè gneeee uèèèè gneeee uèèèè gneee uèèèè gneeee gneeee uèèèèè gneee uèèèè gneee uèèèè gneee uèèèè gneee uèèè gneeeee

4 COMMENTI

  1. Tutto preso dalla sua scrittura audacemente garrula, lei, signor Cini, continua ad essere inesatto, anche con me. Dopo essere inciampato attribuendo al termine “zoccola” un significato sconosciuto al Devoto/Oli, ha cercato di farmi entrare nel merito di certi suoi articoli e/o commenti con insidiose sottilità, ma ciò malgrado sono riuscito a stare sereno. Certamente – attraverso un commento – ho fatto sapere a l’Ortica e ai suoi lettori la mia impressione sulla recente attività della testata, definendola chiassosa, anche a fronte di una precedente quiete, e mi sono augurato che dal chiassoso non si passasse al becero: mi dica dove avrei scritto che lei è un becero. Ma anche ciò malgrado, sono riuscito a stare sereno. Quello che invece, adesso, mi rannuvola è la sua affermazione che io avrei chiesto all’editore de l’Ortica di censurarla. Non ho chiesto all’editore de l’Ortica la censura di alcuno, né con scritti su questi spazi e né con altro mezzo, come qualcuno potrebbe anche immaginare sulla base della sua scorretta e fuorviante affermazione. Inoltre: non conosco l’editore de l’Ortica, conosco soltanto il direttore responsabile Gino Perticai, e nemmeno a lui ho chiesto alcunché, più che altro in ragione del fatto che non ho assolutamente il potere e manco il diritto di fare certe richieste. Per concludere, si sappia che le benedizioni non prendo manco quelle dei preti!

    • C.A., caro mio, non fosse grazie ai suoi puntuali commenti sempre positivi su ogni articolo da me scritto nelle due settimane a questa parte in cui ho ricominciato a scrivere su l’Ortica, non percepirei il suo improvviso deprezzamento della mia “scrittura audacemente garrula” come il gratuito dispetto che è di fatto. Un dispetto che non depone sulla sua coerenza.
      Che in nome del ritorno alla sua beneamata “quiete” contrapposta al mio “chiasso” tendente – a suo avviso – al “becero”, mi voglia censurare, ma non per questo lo chiede espressamente all’editore, è una sfumatura, se permette.
      A parte certi commenti diffamatori su di me, indicato per essere incitatore di odio, violenza e latore di apologia del fascismo, sui quali – ripeto – adirò le vie legali, sono i suoi commenti i commenti che mi hanno deluso di più.
      C.A. caro, lei si sta fissando da 4 giorni sul Devoto Oli e fin qui, passi, è segno che lei ha una mente poco elastica, è un problema suo, lo risolva.
      Ma un tasso di incoerenza come il suo, è difficile riscontrarlo nella specie umana, mi creda.
      Per quanto mi concerne, non replicherà più ai suoi commenti. Battersi per la libertà di opinione ha un senso. Battersi contro un’incoerenza come la sua, non ha senso.
      Io le posso citare gli argomenti sottoposti al vaglio del direttore responsabile de l’Ortica e i relativi contenuti: ho scritto su Amedeo di Savoia, ho scritto sulla questione dell’Hospice, ho detto la mia sul vaccino americano del sindaco; ho stigmatizzato le assenze istituzionali del sindaco: mi sono occupato, in stretta collaborazione con il direttore responsabile, della questione movida.
      Se questi argomenti rappresentano il turbamento della sua quiete, che tanto vorrebbe ritrovare su l’Ortica, io sto per accontentarla, perchè credo che i lettori di questo giornale, se non sono come il paio che deferirò all’autorità giudiziaria, assomigliano a lei.
      Io non vi assomiglio.

  2. La legna bagnata rende la stufa fumosa e bisogna darsi da fare perché il caldo non si disperda. Confido che l’Ortica c’informi se, politicamente incoerente, ci sia
    chi lo voglia fare chiedendo l’aiuto dello Stato.

  3. Carissimo C.A. se lei avesse le idee chiare le scriverebbe in un italiano comprensibile ma a parte questo mi preme informala che querelerò anche lei, così spiegherà meglio cosa intende dire, relazione al mio articolo, la frase “Confido che l’Ortica c’informi se ci sia chi lo voglia fare chiedendo aiuto allo Stato”, poichè l’allusione al “politicamente incoerente” è quanto mai incomprensibile, in relazione alla collaborazione che mi è stata richiesta dall’Ortica mentre non sono stato io a cercare l’Ortica.
    La querelerò per aiutare io lei, aiutandola a chiarirsi , in sede giudiziaria, le idee che non ha chiare quando scrive.
    Le crede che le sia concesso di fare il furbino dietro due iniziali, facilmente traducibili in un nome e cognome. A risentirci C.A. e stia, nel frattempo, in quiete, riparato dal chiasso, su di una cosa: lei non ha le idee chiare, io ho le mie ragioni molto chiare, anche nei suoi modestissimi confronti.

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