Nostalgia canaglia …

L’altra mattina, visto che c’era un po’ di solicino e l’aria profumava di primavera, avendo qualche ora a disposizione, ho deciso di fare due passi in città.
Senza una meta precisa ho iniziato, passo dopo passo, a pestare strada su strada passando dall’asfalto ai lastroni e viceversa.
Insomma, volevo provare a fare la turista a casa mia.

Ho lasciato la macchina al parcheggio Mecenate e con il “cavallo di San Francesco” mi sono diretta verso il centro città attraversando il parco Pertini ed ecco che mi arriva il primo cazzotto nello stomaco: il recupero dell’ex bar, quello che all’ingresso aveva le due bucoliche mucchine che pascolavano su un prato di piastrelle blu.

Le due bestie ora son sparite e al loro posto un cubone colorato che scimmiotta i principi dell’arte di Mondrian.
L’ho guardato e riguardato, e sempre più convinta mi son detto: sto’ coso che c’azzecca qua?
Boh mistero!

Poi ho pensato: forse è in corso la terza edizione di Icastica, quella iniziativa del professore che aveva fatto stendere sotto le volte delle logge del Vasari in piazza Grande i panni, seminato ai giardini di via Piero della Francesca la canapa sativa ed esposto la pecora dentro alla formalleide alla galleria comunale!

Ho chiesto per avere lumi ad un paio di anzianotti che erano lì nei pressi, ma nessuno mi ha saputo dire.
Alquanto perplessa ho proseguito.

Costeggio i giardini di viale Michelangelo, opera dell’architetto paesaggista Pietro Porcinai, aretino; incuria e sporcizia regnano sovrane, comprese diverse miserie umane.
Poco più in là, proprio di fronte alla stazione, le fontane con al centro la chimera, entrambe senz’acqua, diventate un ricettacolo di ogni ben di dio.

Poi penso: ma lassù, a Palazzo Cavallo, sanno chi era Porcinai?
Forse sì forse no!
Ad ogni buon conto c’è sempre Google che alla bisogna aiuta e con un click ci possiamo informare.

Ecco, per chi non lo sapesse “Egli è stato il più grande paesaggista italiano del Novecento. Nell’arco della sua lunga carriera ha progettato e realizzato sistemazioni paesaggistiche di enorme valore, spaziando dal giardino al parco urbano, dall’area industriale al villaggio turistico, dall’autostrada all’area agricola”.

Avete capito chi era il Porciani?
E quelli lassù l’avranno capito chi era e che cosa ci ha lasciato?
Va a vedere che tocca rimpiangere l’assessore motosega per avere il restyling e riqualificazione dei giardini di viale Michelangelo.

La Vespa
Dotata di due formidabili antenne capta, nel territorio urbico locale, tutto quanto c'è di anomalo e, a suo insindacabile giudizio, usa il velenoso pungiglione per raccontare e denunciare. Mimetica e veloce vola di qua e di là, da un abuso ad uno sperpero; da un incarico in odore di favore ad un finanziamento dato per l'acquisto dei bigodini della nonna.

1 COMMENTO

  1. Personalmente non rimpiango certo il “motosega” tagliava troppo e manutenzione carente. Rimpiango invece chi ha dato vita ai parchi urbani aretini. Parco Ducci / Carabinieri, Parco via Emilia , al parchino De Andre, a quello di via Leone Leoni, al parco Pertini, al parco Arno, al parco di Lignano, al parco di Pescaiola, Parco Villa Severi, parco del Pionta Esistevano persone che hanno dato vita alla città giardino, quando con lungimiranza hanno progettato e curato il verde, adesso sono li per raccogliere anche le sporcizie dei cittadini indisciplinati e che il comune fa finta di non vedere . Si sa anche che dove c’è degrado la sporcizia aumenta. Se si vuol veramente ospitare il turismo non si puo prescindere da servizi , pulizia e buona accoglienza.

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