Chiude il cancello, chiude anche la testa (foto)

Non finisce di stupire il comportamento di certe persone, che parrebbero ragionare con parti del corpo più a sud della testa.
Siamo ad Arezzo in  zona la Catona, una persona si sente molto, ma molto male, tanto che, vista l’urgenza, viene allertato il Pegaso.
Che atterra nel vicino campetto da calcio, in attesa che la Misericordia entri per portargli il paziente, prestandogli il primo soccorso.

Peccato che tale campo sia chiuso con una catena ed un lucchetto.
I sanitari decidono, vista l’urgenza del caso, di tranciare tutto, per entrare e trasbordare la persona sull’elicottero.

Colpo di scena, arriva “qualcuno” e protestando animatamente, si incazza e inveisce, con grande trasporto, perché hanno spaccato la catena.
Allibiti, i soccorritori non possono che prendere atto della cosa, non senza una riflessione.

Il buon senso, e la gratitudine per chi salva vite umane, dovrebbe essere al di sopra di qualche euro di metallo, ma per qualcuno non è così.
Siamo solidali con i “misericordiosi”, che tanto si prodigano per gli aretini, così come il personale medico, che spesso grazie alla tempeistività e alla dedizione, trasformano la morte in vita.

Alla persona incazzata per un lucchetto, lasciamo che siano i lettori a trarne un pensiero, che positivo non può essere.
Oltre a cambiare la catena, invitiamo al sopraddetto anche a cambiare la testa, se può.

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Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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