Fredy Pacini – Le indagini non significano accusa o condanna

Leggo, soprattutto sui social, che le indagini sul comportamento del gommista di Monte San Savino sono considerate una specie di affronto.
Mi domando cosa si vorrebbe: forse che chi spara a qualcuno (e nel caso specifico lo uccida) non venga indagato?

Stiamo perdendo il lume della ragione ed è giusto riflettere bene.
Indagare non vuol dire condannare, ma semplicemente indagare.
Perché lo si deve fare.
Altrimenti sarebbe il Far West, non il rispetto delle leggi che ci siamo scritti.

E’ probabile che Fredy non abbia commesso alcun reato e si sia limitato alla legittima difesa. Se così è verrà verificato in sede di indagine.

Ed è inutile in questo momento cercare di capire se ha sparato 4 o 5 colpi, se quei colpi sono stati sparati all’altezza delle gambe o no, se Fredy ha o no inseguito i ladri sparandogli mentre scappavano.
Ci penserà chi conduce le indagini a stabilire la verità, e in questo caso non sembra essere nemmeno troppo difficile.

E’ anche inutile dire “io sto con Fredy” prima di conoscerla bene, la verità.

Io non sto con gli assassini, ma con chi si difende legittimamente sì.

 

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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