Ad Arezzo una settimana di guerra pace frodi e pentimenti

Nonostante la pioggia è stata una settimana calda per Arezzo.
Si è avuto conferma ufficiale della richiesta dell’esercito per la sicurezza della città.
Ma il sindaco Ghinelli, vista la facile ironia sul tema, ha pensato bene di prendere le distanze e con un comunicato ha dichiarato che era volontà di tutta la giunta e non solo sua di volere l’esercito a presidiare le strade.
Ora saranno costruite le trincee e i muri con filo spinato che divideranno i quartieri e isoleranno in particolare quello di Saione che resta sulle palle a questa amministrazione.

Intanto l’assessora Tanti (scusate la cacofonia) invia messaggi sublimali alle scuole invitandole ad allestire tutte il presepe.
Non ci sarebbe niente di male se l’invito non fosse lanciato da un politico dimenticando la laicità dello stato.
Del resto se voleva dimostrare una vera cristianità poteva aprire il dormitorio per i senzatetto che a Papa Francesco sarebbe piaciuto di più.

Ma un’altra guerra ha infiammato la settimana, quella delle pulci.

In Confesercenti, quando hanno fatto l’affondo contro il mercatino delle pulci, non sospettavano che l’ideatrice della start-up, Silvia Ciarpaglini, minuta e battagliera, anche per il successo che questa iniziativa sta riscuotendo, potesse reagire minacciando addirittura di creare un’altra associazione di categoria.

Forse in Confesercenti hanno dimenticato la storia di Davide e Golia e forse sarebbe bene che se la prendessero con altri mercati, quelli davvero forti delle grandi catene, e non stare in silenzio quando avvengono drammi come quello del crack di Bancaetruria.

E mentre un operaio usciva dalla fabbrica con 70 grammi di oro in bocca, e non era il mattino, la guardia di finanza operava 13 arresti nel gruppo Moretti e sequestrava 25 milioni di euro.

Ah, nessuno degli arrestati era extra comunitario.

Per fortuna in questo contesto bellico abbiamo il Vice sindaco motosega che, pur schiacciato dalla frenetica attività del suo amico- rivale, assessore Comanducci, ha voluto, con l’approssimarsi del Natale cercare di liberarsi della sua “nomea”di distruttore di alberi, piantandone uno in via Vittorio veneto al posto del famoso pino.

Ma il nostro calimero è stato ancora una volta fregato dai suoi collaboratori che gli hanno fatto piantare una “lagerstroemia”, così nel presentarla alla stampa ha dovuto balbettare non poco nel pronunciarla.

Ma il più incazzato sembra essere il proprietario del bar di fronte che si chiamava appunto “Il pino” ed ora se dovesse chiamarsi “lagerstroemia” dovrebbe chiudere.

Intanto UBI propone prestiti per visitare la città del Natale visto che, in considerazione dei costi, una famiglia media dovrebbe spendere quanto un reddito di cittadinanza.

 

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Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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