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Il centrodestra s’arrampica sul rendiconto della caduta libera nel grigiore di Arezzo

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Il centrodestra s’arrampica sul rendiconto della caduta libera nel grigiore di Arezzo

di Felice Cini

Stamattina, ad Arezzo, da Piazza della Libertà, c’era da vedere qualcuno imbracato alla perfezione che stava affaccendato a penzoloni in cima alla torre di Palazzo Cavallo. Contemporaneamente, dentro Palazzo Cavallo c’era da ascoltare il rendiconto sul buono stato finanziario (wow! 184mila euro da spendere!) del Comune di Arezzo.

Confrontando ciò che accadeva fuori dal Palazzo a ciò che era in corso dentro il Comune, in cui era riunita la massima assise cittadina, sorge un consuntivo spontaneamente da una domanda: chi si arrampica meglio?

Chi tra il qualcuno che stava a penzoloni in cima alla torre comunale, stando assicurato prudentemente ad una corda, e il centrodestra che la corda la tirava al proprio mulino, issando le mani in segno di approvazione al rendiconto della gestione Ghinelli? La gestione è l’esercizio finanziario 2016 dell’Ente Locale.

La domanda sorge spontanea in riferimento allo scopo dell’azione attuata da chi stava arrampicato sulla sommità della torre di Palazzo Cavallo in un giorno maledettamente ventoso come oggi.
Il fine irrimandabile sicuramente c’era, altrimenti che bisogno ci sarebbe stato di sfidare le correnti d’aria in un giorno scudisciato dal vento come oggi?

E, infatti, il risultato si sarebbe palesato agli occhi di chiunque fosse rimasto ad assistere al consuntivo dell’arrampicata e non si fosse addentrato all’interno del Palazzo in cui era in corso il rendiconto sulla gestione del sindaco Ghinelli. Gestione da cui non si intravede ancora un bel niente, ad eccezione degli annunci.

Insomma, si può ben dire che l’attuale è una gestione a pendoloni in un immobilismo di tante parole, tutte giudiziose. Ma fatti? Zero da quando è cominciata.
Benché anche l’amministrazione in carica, come chi, stamattina, si è issato in cima alla torre, sia assicurata ad una corda.
E questa corda è la fune che l’assicura allo stato finanziario altrettanto buono ereditato dal tanto vituperato passato.
Un passato grazie al quale oggi Ghinelli può rendicontare il buono stato di salute finanziaria del Comune di Arezzo ma non rendicontare uno stato finanziario dell’Ente Locale rimasto virtuoso nonostante gli (mai visti ad eccezione di mezzo marciapiede in via Guido Monaco e 28mila euro devoluti alla sicurezza sottoforma di fondo cassa per le piccole spese della Municipale) investimenti richiesti dalla ricostruzione di Arezzo, da rimettere (dicevano loro) in moto dopo 8 anni di sterile amministrazione PD, alla quale la città continua ad assomigliare, per non dire che è peggio di allora.

Ergo: il centrodestra s’arrampica nel presente grigiore, che scudiscia Arezzo, altrettanto meglio di chi si issa in cima alla torre in una mattina scudisciata dal vento.
Con la differenza che il centrodestra non ci fa vedere un bel niente e precipita in caduta libera nel grigiore di Arezzo.
Mentre chi si espone alle intemperie le affronta sempre avendo chiaro in mente il risultato da ottenere.
Che non può essere un’ordinaria amministrazione in grado, ben che vada, di conservare le cose come le ha trovate. Altrimenti le tegole ci cascano in testa.

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Felice Cini
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Mi piacerebbe essere Tristano ma sono Felicino, vorrei essere qualcuno ma sono nessuno. Mi piacerebbe raccontare qualcosa di buono ma non ho argomenti. Vorrei un argomento positivo sul mondo che ci circonda ma non mi piace granché ciò che ci circonda. Scrivo su l'Ortica per la mia passione per ciò che non va bene. Mi assomiglia.

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