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Libano: la tragedia di un paese dimenticato

Commenti ai fatti
Un paese in ginocchio tra crisi economica, emergenza umanitaria e conflitti regionali. La drammatica situazione del Libano passa inosservata, mentre le difficoltà si moltiplicano e la popolazione sprofonda nella disperazione

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Libano: la tragedia di un paese dimenticato

Commenti ai fatti
Un paese in ginocchio tra crisi economica, emergenza umanitaria e conflitti regionali. La drammatica situazione del Libano passa inosservata, mentre le difficoltà si moltiplicano e la popolazione sprofonda nella disperazione

In pochi ci fanno caso, ma il conflitto tra Israele e Hamas non è limitato solo alla Striscia di Gaza, ma coinvolge anche il Libano in modo significativo.

Il Libano sta attraversando da anni una gravissima crisi economica, iniziata nel 2019 e peggiorata dalla pandemia di Covid-19.
Nell’agosto del 2020, la terribile esplosione nel porto della capitale Beirut ha causato la morte di 280 persone, il ferimento di altre 7000 e ha lasciato oltre 300.000 cittadini senza casa.
A questa immane tragedia si aggiunge il continuo esodo della popolazione siriana, in fuga dalla guerra e in cerca di aiuto dopo il terremoto del 2023 che ha colpito Siria e Turchia. 1,5 milioni di sfollati sono stati accolti da un Libano già in difficoltà economica, aggravando ulteriormente la situazione.

L’attentato terroristico del 7 ottobre da parte di Hamas contro lo Stato di Israele ha ulteriormente complicato le cose.
Nelle ultime settimane, il sud del Libano è sempre più coinvolto, con le milizie di Hezbollah che da sempre combattono contro Israele.
Gli attacchi sono diventati più intensi, presagendo nulla di buono per il futuro.

Nel più completo silenzio, una condizione di povertà diffusa sta devastando il Libano: bambini che vanno a letto senza mangiare, abbandono scolastico per aiutare le famiglie con lavoretti improvvisati, inflazione al 280%, economia al collasso e famiglie costrette a vendere tutto il vendibile per sopravvivere.
Al sud, dove la guerra è più sentita, scuole chiuse e attività agricole e produttive al completo collasso.

I numeri sono impietosi: l’89% delle famiglie ha capacità limitata o nulla di acquistare cibo, l’84% di acquistare kit igienici, il 70% di acquistare beni di prima necessità, il 61% di acquistare acqua e il 71% ha perso il lavoro e i mezzi di sostentamento.

Il Libano è un paese in via di disintegrazione, distrutto e allo sbando.
E nessuno in Libano vuole la guerra.
Nessuno!

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Roberto Bardelli
Roberto Bardelli
Il mio nome è Roberto Bardelli, Breda per gli amici, nasco sotto il segno dei Pesci il 10 marzo del 1972. Sposato, con un figlio, per vivere gestisco una stazione di servizio in Arezzo. Nel frattempo seguo la mia minuscola etichetta discografica, la SofficiDischi, Sono impegnato in politica da quando avevo quindici anni. Ho fatto il Consigliere di Circoscrizione, la Giotto, fino a quando sono esistite le Circoscrizioni, e tutt'ora sono Consigliere Comunale a Palazzo dei Priori, Arezzo. Una marea di passioni: la musica, la politica, il Saracino e il Quartiere di Porta Sant'Andrea, l'Arezzo Calcio, la lettura e i libri, gli sport motoristici, il rugby, la scherma, la storia classica e moderna, l'arte in tutte le sue forme, visitare musei, la natura, il pane, il tè la carne alla brace, fare l'amore. Cattolico e Cristiano, sono un inguaribile ottimista, per me il bicchiere è sempre mezzo pieno. Ma soprattutto, ricordarsi che c'è sempre una soluzione! Sempre!

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