Il “chiagni e fotti” dei localari aretini

Ci giungono in redazione alcune segnalazioni, che girano anche sui social, di come alcuni  localari in provincia di Arezzo bellamente se ne fottano delle leggi e decreti del Governo.

L’escamotage, come ci dicono, è quello di piazzare alcune “sentinelle” a qualche metro del locale, ove si balla tipo discoteca, illegalmente, che lasciando il nome, se non si ha il green pass, ti fanno entrare.
Chiedono però di non fare foto e di postare sui social nulla a riguardo.

Ovviamente, non controllando i documenti, uno lascia nomi fittizi tipo Lupo Alberto o Remo Labarca, ed entra indisturbato.

I medesimi poi si lamentano su Facebook che non incassano, piangendo miseria, ecc, quando così violano la legge bellamente.

Chi ci ha segnalato la cosa parla prevalentemente di posti sia in Arezzo città che in Valdarno.

La movida selvaggia trova sempre un modo per dilagare, alla faccia del Covid e della legge.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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