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Il virus della maleducazione

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Il virus della maleducazione

Come si poteva prevedere, una parte degli aretini è fatta di coglioni, sia perché escono senza motivo, mettendosi a rischio loro e gli altri, sia perché quando lo fanno, riescono ad essere incivili anche in solitaria.

Succede che ad Arezzo è tutto un tripudio di mascherine usate gettate per strada, nei cespugli, tra gli alberi, come da foto scattate nelle strade adiacenti il fiume Castro e al Parco della Marchionna  ad esempio.

Intanto, perché buttarle via mentre si è fuori casa ?
Se la indossi tienila, e poi la butti a casa.
Invece la usano, se la tolgono e girano senza, per insozzare la città.

Secondo i cestini ed i contenitori sono ovunque, cosa gli costa aspettare un minuto per gettarla per bene ?

Doppio danno: rischio per il virus che eventualmente potrebbe essere presente sulle mascherine, che potrebbe venire a contatto con altre persone, e i netturbini che devono rimuoverle dalle vie, secondo  ulteriori rifiuti oltre a quelli che già ci sono in giro.

Come sempre, la mamma dei cretini è sempre incinta.

 

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Il Burattino
Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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