La E45 è una strada nata male e cresciuta peggio. Inutile lamentarsi ora…

Venticinque anni per realizzare il tratto appenninico fino a Ravenna e mai una strada ben fatta, stabile, accettabile.

Non ricordo di averla mai percorsa completamente senza deviazioni o ripetuti restringimenti.

Nel sottofondo ci hanno trovato i rifiuti, mentre i piloni sono stati realizzati con cemento dal titolo incerto: le travi sono state isolate dai pilastri con mezzi di fortuna e finalmente la procura se n’è occupata.

Dei tecnici esperti (inutile sostenere che non lo sono…), nominati per stabilire in che condizioni si trovi un viadotto (ma sarà il solo a stare male?) ci hanno detto che la circolazione è pericolosa e la strada va chiusa.

La Procura ha agito di conseguenza.
C’è poco da dire.
Ci si può lamentare dei problemi legati al lavoro, ai pendolari, all’impossibilità di passare con i mezzi pesanti, ma sarà difficile che qualcuno dia il via libera prendendosene la responsabilità.

Occorre lavorare sia sulla vecchia che sulla nuova strada, subito.
E’ stato un errore non conservare la vecchia laddove possibile, e ora paghiamo tutti. Dispiace essere stati facili profeti al momento del blocco, ma era davvero semplice prevedere il casino di questi giorni.

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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