Ancora una volta, il centro storico di Arezzo si trova ostaggio di un evento che porta piรน problemi che benefici ai residenti.
Il famigerato Mengo Music Fest torna a tormentare la tranquillitร dei cittadini, trasformando il cuore storico della cittร in un inferno di viabilitร , parcheggi e chiusure insopportabili.
Come se non bastasse la cronica carenza di parcheggi, l’amministrazione comunale ha pensato bene di eliminare ulteriori spazi di sosta, inibendo piazza del Seminario e la piazzetta accanto alla Soprintendenza e altre zone utili per parcheggiare, non si sa bene perchรฉ.
I residenti si trovano cosรฌ costretti a un estenuante pellegrinaggio alla ricerca di un posto auto, spesso dovendo parcheggiare in sosta vietata, a rischio multa.
Estromessi dallโessere padroni a casa propria.
Ma il disagio non finisce qui.
Intere strade vengono chiuse al traffico, trasformando il centro in un labirinto impraticabile. Gli abitanti si sentono prigionieri nelle loro stesse case, impossibilitati a muoversi liberamente oltre certe zone e certi orari.
Come se non bastasse, orde di giovani festaioli che insoizzano il Prato, portando con sรฉ schiamazzi, sporcizia e comportamenti poco civili.
I residenti si trovano cosรฌ a dover sopportare notti insonni e a svegliarsi la mattina, giร provato dal caldo, poco riposati.
Il Mengo Music Fest si conferma ancora una volta come un evento che privilegia gli interessi di pochi a discapito della qualitร della vita dei cittadini del Centro Storico.
ร ora che l’amministrazione comunale si renda conto del danno che sta arrecando a una parte di residenti che, tra fiere antiquarie, concerti, manifestazioni varie, ogni tre per due si vede limitata nella propria vita quoditiana.
I residenti chiedono a gran voce il rispetto dei propri diritti e la fine di questo scempio annuale che trasforma la loro amata cittร in un circo chiassoso e invivibile.
ร giunto il momento di dire basta al Mengo al Prato, farlo in zone piรน periferiche e meno invasive, e restituire il centro storico ai suoi legittimi abitanti.
Se lโAmministrazione vuole fare di questa zona Turistolandia, che riscatti gli immobili, al prezzo di mercato, e faccia la nuova Disneyland aretina, con locali, souvenir, alberghi e giostre, ma non sulla pelle di chi deve viverci normalmente.
Per lโennesima volta il solito โinteresse dei soliti notiโ prevale sul diritto della cittadinanza a vivere la propria vita regolarmente.



“… Calรฒ nel suo regno
con molto fracasso;
le teste di legno
fan sempre del chiasso …”
(Giuseppe Giusti – Il Re Travicello)
Se il disagio fosse monetizzabile avrebbero chiuso per bancarotta da tempo con buona pace di tutti i conf-esibizionisti malati di eventismo e manifestazioni di distrazione di massa.
Bello alzarsi la mattina presto per andare al lavoro e pagare le tasse con cui il comune finanzia quelle stesse iniziative che non ti fanno dormire.
Ci vorrebbe uno studio su quanti residenti decidono di fuggire da Arezzo dopo ogni mengo o cittร del Natale.
Evidentissima invece รจ la clamorosa incapacitร nel gestire questi eventi, basta fare un giro nei parcheggi e quartieri adiacenti al centro che in queste serate vengono abbandonati alla piรน totale anarchia.
E poi hanno il coraggio di parlare di cittร green quando ci regalano ingorghi e rumore in abbondanza dopocena e nei fine settimana in cui prima (quando si stava peggio secondo questi scienziati) si respirava.
Assolutamente d’accordo con il contenuto di questo, oramai siamo sotto la dittatura dell’evento a tutti i costi senza il rispetto della libertร di chi non ne vuole essere parte suo malgrado.
Queste manifestazioni vanno organizzate in strutture decentrate minimizzando l’impatto sui residenti