L’aretino si illumina di ignoranza

Probabilmente lo studio della Michigan State University, secondo il quale l’esposizione prolungata a luce fioca potrebbe rendere stupide le persone, si applica alla perfezione con gli automobilisti aretini.

Alla base c’è la nuova trovata del vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini, il quale ha installato dei marker a led vicino ad alcune strisce pedonali, in alcuni punti della città, vicini a scuole, attività commerciali frequentate, parcheggi.
Luoghi ritenuti nevralgici.

Questi sono posizionati in via Bernardo Rossellino nei pressi di via Benedetto Varchi, attraversamento pedonale in viale Luca Signorelli davanti al parcheggio Eden, attraversamento pedonale in viale Mecenate presso l’intersezione con via Trasimeno, attraversamento pedonale in via Vittorio Veneto presso via Ubaldo Pasqui, attraversamento pedonale in viale Michelangelo nei pressi del civico 138, attraversamento pedonale in via Benedetto Croce all’altezza di via Urano, attraversamento pedonale in via Fiorentina nei pressi dell’istituto tecnico professionale, attraversamento pedonale in via Anconetana all’altezza di via Luca Pacioli, attraversamento pedonale all’intersezione tra via Arno e via Tagliamento.

Il problema è che molti automobilisti, alla vista di questa specie di “tealight” sulle strisce sono andati col cervello in pappa.

Chi le scansava con manovre audaci, zig zag pericolosi e gimcane degne di una gara ad ostacoli, mettendo a rischio i veicoli sulla carreggiata opposta, chi si fermava credendo fossero mini semafori (peccato che la luce bianca non cambiava colore), chi addirittura si fermava davanti aspettando chissà che cosa ( la comparsa di un tavolo con champagne e tartufo ?
Una bella donna in abito da sera per una cena  a lume di candela ?).

Sono stati molti gli automobilisti aretini che si sono comportati in modo assurdo, quando in realtà delle semplici luci a led non implicavano alcuna manovra particolare.

Non finiremo mai di stupirci, visto che il Gamurrini ne sa una più del diavolo e forse avrà in serbo altre mirabolanti invenzioni per Arezzo.

 

 

 

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

2 COMMENTI

  1. mi pare esagerato come articolo, personalmente non ho notato alcuna scena ‘strana’.
    Comunque sia sono contento, ben venga un pò di sicurezza per i pedoni!

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