Arezzo, né carne né pesce

Ogni anno il Sole 24 ore stila la classifica dei capoluoghi di provincia  migliori, esaminando una miriade di parametri, che potete consultare qui .

Nel 2017 Arezzo era 21esima, ora siamo al 35° posto, un bel salto all’indietro.

Al di là delle mere cifre, la nostra bella cittadina si colloca sempre in posizione mediane, né troppo alte né troppo basse, non spiccando in nulla di particolare.

Certo, non siamo il disastrato sud che annaspa in mille problemi, ma nemmeno il ricco nord che innova e guarda al futuro.

Insomma, Arezzo è come la squadra di calcio che non lotta né per lo scudetto né per salvarsi dalla retrocessione, in quella noiosa zona di classifica le cui squadre non suscitano emozioni particolari.

Analizzando i dati quindi si evince una realtà grigia e anonima; al di là del campanilismo e del senso di appartenenza, in Italia siamo abbastanza trascurati, siamo un paesone che vorrebbe essere città ma non ci riesce.

Meglio che essere in fondo, tra criminalità dilagante, emergenza rifiuti ed abusivismo, però nemmeno siamo in cima, tra sostenibilità, innovazione e sviluppo.

Ognuno potrà valutare se l’anonimato è un bene o un male, se stagnare permette una vita tranquilla, se non spiccare significa  zero stimoli e pochi problemi.

Quando ironizzando diciamo che Arezzo è la Città del Rocchio, alla fine è vero, noi qui magnamo bevemo e ce ne fottemo di tutto….forse.

 

 

 

 

 

 

 

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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