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Beata ignoranza

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Beata ignoranza

Uno studio di quest’anno, la ricerca internazionale «Piaac – Programme for the International Assessment of Adult Competencies»,  ha calcolato il 70% degli italiani come “analfabeti funzionali”; quindi anche ad Arezzo abbiamo 7 persone su 10 che non capiscono una mazza.

Ce ne eravamo già accorti da tempo, senza questo studio purtroppo, semplicemente passeggiando per strada.
Questo vuol dire che tra gli aretini che abbiamo attorno a noi,  in macchina, negli uffici, per strada, nel bar, nel negozio sotto casa,  circa 3  su 4 sono analfabeti: sembrano “normali” anch’essi, discutono con noi, fanno il loro lavoro, parlano di politica e di sport, sbrigano le loro faccende senza apparenti difficoltà, non li distinguiamo con alcuna evidenza da quell’unico di loro che non è analfabeta, però sono “diversi”.

Quel è questa loro diversità?
Che sono incapaci di ricostruire ciò che hanno appena ascoltato, o letto, o guardato in tv e sul computer.
Sono incapaci.
La  complessità della realtà gli sfugge, colgono soltanto barlumi, segni netti ma semplici, lampi di parole e di significati privi tuttavia di organizzazione logica, razionale, riflessiva.
Non sono certamente analfabeti “strumentali”, bene o male sanno leggere anch’essi e più o meno sanno tuttora far di conto; ma essi sono analfabeti “funzionali”, si trovano cioè in un’area che sta al di sotto del livello minimo di comprensione nella lettura o nell’ascolto di un testo di media difficoltà.

Hanno perduto la funzione del comprendere, e spesso – quasi sempre – non se ne rendono nemmeno conto.
Ma conto se ne rendono i pochi “sani” rimasti, che dapprima non capiscono il perchè di atteggiamenti e comportamenti assurdi, poi elaborano e gli tocca rassegnarsi.

Se 7 su 10 sono idioti, la maggioranza vince, quindi i 3 normali passano da idioti agli occhi dei sette imbecilli.
Sette aretini bestiali su dieci bastano a fare della città uno scempio, purtroppo i fatti parlano da soli.
Torno alla mia lettura preferita: le figure sul volume delle Pagine Bianche.

Il Burattino
Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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