Ristoranti aretini poco considerati dalla guida dell’Espresso

Si sa, in giro ci sono tre o quattro guide principali ai migliori ristoranti in giro per l’Italia. Difficilmente tra l’una e l’altra corrispondono quelli più gettonati dai vari inviati.

E’ vero che di ristoranti in giro ce ne sono un’infinità, ed è vero che visitarli tutti è difficile, ancor di più lo è tornarci per verificare.

E’ quindi molto complicato stabilire classifiche stilate sulla base dell’esperienza di un pranzo o di una cena, ma è giusto che da una guida come quella dell’Espresso il possibile cliente si aspetti qualcosa di attendibile.

Lì sono previsti cappelli da cuoco per i migliori deschi: si parte da 5 cappelli e si arriva a 1. Per tutti gli altri giudizi più o meno buoni, ma anonimato da assenza di cappelli.

Noi che viviamo ad Arezzo sappiamo bene che nell’aretino esistono ristoranti di qualità molto alta.
Non faremo nomi, qui, per non tralasciare nessuno, ma ci sono.

Trovarne due soltanto (Terramira a Capolona e il Borro, di Ferragamo) con 1 cappello nella guida Espresso sa di trascuratezza, da parte dei valutatori…

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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