10 motivi per non sopportare l’estate aretina

Estate: si rinfresca alla fontana con Chimera nei giardini del Porcinai in viale Michelangelo

Arezzo, clima estivo non infernale come quello di Firenze, ma abbastanza per “odiare” l’estate aretina.

Il sottoscritto salterebbe direttamente da maggio a settembre, eliminando i tre mesi estivi, per dieci ottime ragioni:

1) GLI INSETTI: Con l’arrivo del caldo sembra di essere vittime dell’invasione aliena; zanzare, mosche, calabroni, ragni, vespe, pappataci, pronti a pizzicare, morsicare, tormentare e disturbare ad ogni ora del giorno, ma sopratutto della notte con il loro ronzio malefico.

2) DEBILITAZIONE FISICA: Pressione sotto le scarpe, insolazioni, senso di svenimento, disidratazione, colpi di calore: tutti dietro l’angolo e pronti a ridurre le persone un mix tra uno zombie e un aragosta.

3) LA GENTE CHE PUZZA: In inverno una fetta di aretini non si lava, ma tra pile, piumini e golfini, la cosa si nota meno; in estate via libera negli spazi ristretti o sui mezzi pubblici a sinfonie di tanfi assortiti, oscillanti tra la cacca, il sudore, la cipolla e roba decomposta nella discarica.
Svelo un segreto: si usa ACQUA E SAPONE, e non il deodorante, per eliminare il problema alla radice.

4) I TORMENTONI ESTIVI LATINI E REGGAETON: Dalle macchine, dai negozi e dagli appartamenti sembra che invece di stare in Toscana, si viva nei peggiori bar di Caracas.
Quindi via a volumi esagerati di pezzi, che definire DI MERDA è un eufemismo, tutti uguali e fastidiosi come la sabbia nelle mutande.
Urge un corso di musicologia a tanti nostri concittadini sul concetto di BUONA MUSICA.

5) I TAMARRI IN GIRO: Purtroppo, e non solo i bimbiminkia in vacanza dalle scuole, in estate ad Arezzo molti pensano di essere a Copacabana.
Quindi via a canotte con ascella pezzata in vista, infradito con piedi neri annessi, bermuda floreali, shorts femminili giro – passera, top scollati su “oversize” oltre l’età per ostentare, zeppe alte 20 cm, ciabatte stile muratore in vacanza, marsupi, bermuda con cento tasche piene di roba.
Il fastidio è stellare, come diceva Valeria Marini, non certo nota per la sua sobrietà.

6) CASINO NOTTURNO DEI LOCALI SOTTO LE CASE: Apericena, schiuma party, serata disco, post disco, pre disco, festa degli universitari, happy hour (alle 3 di notte).
Bellissimo se fatti in zona industriale a Pratacci, meno se prolungati fino all’alba sotto palazzi e appartamenti dove la gente abita.
Gente che magari dopo una giornata di lavoro, vorrebbe solo pace, silenzio e tranquillità, non il rave party a due metri dalla camera da letto.

7) MATRIMONI, CRESIME, BATTESIMI, CERIMONIE ASSORTITE: Sfido chiunque a presenziare ad un matrimonio in giacca e cravatta a luglio all’una di pomeriggio senza collassare entro 10 minuti.
Poi sembra che tutti quelli che uno conosce debbano “cerimoniare” in massa tra il 15 luglio e il 20 agosto; un bel regalo al portafoglio che si svuoterà in pochi istanti di centinaia di euro alla volta.

8) L’INCAZZATURA DA CALDO: Col caldo l’aggressività aumenta, oltre al cerchio alla testa si perdono le staffe per un nonnulla; basta una parola detta male, un inchiodata in auto, un ciclista che taglia la strada, che l’aretino diventa il protagonista di “Un giorno di ordinaria follia”.
Col caldo estremo pare aumentino omicidi, liti, aggressioni e simpatici crimini connessi.

9) IL CINEMA EDEN ALL’APERTO D’ESTATE: Non si vede nulla fino alle 10, volano i pipistrelli che fanno la sagoma di Nosferatu sullo schermo, si perde l’audio facilmente, complici quattro ragazzini che sgassano in motorino proprio a due metri.
Gli stessi che poi vanno al bar sotto casa tua a sgassare alle 3 di notte.

10) L’AUTO IN SOSTA: La grigliata o l’uovo fritto vengono meglio sul cofano del’auto parcheggiata all’Ipercoop o all’Esselunga che in un forno.
All’interno la temperatura è simile a quella di venere durante le eruzioni solari dirette.

Ce ne sarebbero molte altre, ma lasciamo al lettore indicarle nei commenti.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

1 COMMENTO

  1. Se non sbaglio, la foto è di repertorio, mi pare infatti che da quando le due Chimere sono state restaurate (4 o 5 anni?) l’acqua non tiri più. In Piazza Grande la fonte è sotto restauro (il quarto o il quinto?), e giustamente si è scelta la stagione estiva. Un’altra pena è la penuria di bagni pubblici, a Siena ci sono sempre otto orinatoi [sic] funzionanti e tenuti per quanto possibile puliti. Il Prato: aveva appena fatto in tempo a ricrescere un po’ d’erba, dopo l’aratura natalizia, che già ci si è dati da fare per rimettere tutto a soqquadro; giusto ieri, domenica di Fiera Antiquaria e quindi, forse, con un po’ più di gente di fuori, c’erano più veicoli a motore in giro proprio sul Prato che non per la strada, c’è da allestire per degli spettacoli, l’estate non è stagione per venirci a stare tranquilli un po’ al fresco, come usava una volta.

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