Se Arezzo se la canta e se la suona a Sanremo

Sanremo 2019 ha galvanizzato i giornali locali per la presenza di personaggi legati al nostro territorio.

Hanno intervistato le mogli, i gatti di casa, le chitarre Hanno scoperto che nell’ orchestra c’è un musicista di Terontola.
Ora sono ad analizzare il dna per scoprire altri parenti.

In realtà gli unici veri aretini sono i Negrita che insieme a il Cile cioè Lorenzo Cilembrini, anch’egli aretino, hanno scritto “I ragazzi stanno bene”.

Come aretina è l’etichetta discografica indipendente Woodworm Label a cui sono legati artisti toscani come The Zen Circus e Motta presenti anch’essi al festival ma anche La Rappresentante di Lista, Rancore ed altri artisti indipendenti.

Sanremo è una vetrina che nel bene e nel male coinvolge milioni di persone da anni, addirittura da più tempo di Beautiful.

Fa sorridere la polemica per una frase de “I ragazzi stanno bene”: “Come vuole un comandante a cui conviene il gioco sporco” che rischia di distrarre dal significato complessivo della canzone :

“Ché la vita è una poesia di storie uniche

E poi trovarsi qui sempre più confusi e soli…Ma ho visto l’alba e mette i brividi, i brividi…”

Visto che i giornali l’hanno coinvolta ho voluto anche io sentire il parere della senatrice della Lega ed assessora al Comune di Arezzo Tiziana Nisini

.-  Mi piacciono – ha detto, ed ha snocciolato una serie di titoli come Ho imparato a sognare, Gioia Infinita, Che rumore fa la felicità. Ci stavamo per metterci a cantarle perché la musica è una lingua che unisce e non che divide.

Però un appunto a Pau glielo devo fare: Non hai più l’età per salutare dicendo “Ciao raga”, raga, un termine che mi fa cadere i coglioni!

Del resto anche se nessuno l’ha notato pure il testo de “L’amore è una dittatura degli Zen Circus” è provocatorio:

Le porte aperte, i porti chiusi

E sorrisi agli sconosciuti…  ( scandalo!)

Ma aggiunge:

Ma non hai paura di nessuno

Se non della tua statura

Hai la democrazia dentro al cuore

Ma l’amore è una dittatura

Fatta di imperativi categorici

Ma nessuna esecuzione

Mentre invece l’anarchia

La trovi dentro ogni emozione…

E’ una canzone molto bella quella degli Zen Circus, forse proprio perché non facile e non banale.

E poi sono stati accompagnati sul palco da quattro sbandieratori del Saracino, che se pur vestiti alla Matrix, hanno dato lustro alla città.

Ma secondo noi chi spacca veramente è MOTTA, un cantautore che non ha niente da invidiare ai grandi del passato. La sua canzone “Dov’è l’Italia” emoziona.

“Perché nascosto sono stato quasi sempre

Tra chi vince e chi perde

A carte scoperte

Mentre qualcuno mi guarda

E qualcun altro mi consuma

Per ogni vita immaginata

C’è la mia vita che sfuma…

E in un secondo penso a chi mi è stato accanto

In un pensiero lontano

Ma nello stesso momento

Tu su un tappeto volante

Tra chi vince e chi perde

E chi non se la sente

…Dov’è l’Italia amore mio?

Mi sono perso anch’io…”

Insomma la rappresentanza aretina-toscana ha veramente portato novità al festival.

Tutto il resto è stato un pendolo che oscilla tra:

“Ma chi cazz è questo” e “ Oh ma questa è ancora viva?”

Ultima considerazione: a dispetto di questa città che ha allontanato Arezzo Wave, che non ha voluto il progetto dei Negrita della città della musica al vecchio mercato ortofrutticolo, nonostante tutto, la musica  in questa città esplode perché i ragazzi stanno bene!

(Foto Radio Italia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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