Soldini: “non sono un delinquente”

Non è che una sentenza stia lì necessariamente a dire che il condannato è un delinquente. Se faccio un incidente d’auto e uccido qualcuno vengo condannato, ma non sono necessariamente un delinquente.
Magari ho commesso un errore grave, gravissimo, ma non sono un delinquente. Lo stesso vale per il caso in questione.
Soldini ha partecipato a un certo numero di consigli di amministrazione di quel cancro che era Banca Etruria, ha fatto quello che ha ritenuto meglio per la Banca e i clienti della medesima.
Ha più volte espresso seri dubbi sull’operato dei dirigenti e quando ha visto che niente cambiava se n’è andato.

Il problema è che nel frattempo ha votato sì ad operazioni che poi si sono rivelate truffaldine o in palese conflitto di interessi.
Questo poteva anche essere necessario per rimanere all’interno dell’organismo decisionale della banca, ma un giudice non può oggi cancellarlo.
Chi assume certe cariche deve essere consapevole delle responsabilità formali e sostanziali che comportano.

Soldini non si preoccupi, che dalle parti di Arezzo sono in pochi a considerarlo un delinquente; semmai di più il contrario.
E una condanna ad un anno fa sorridere.
Spero che possa avere il casellario giudiziale pulito.

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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