Arezzo campione di figurine e figuracce

C’è qualcosa che non torna in questa città.
Sembra che quelli che venivano definiti i “poteri forti” abbiano perso tutta la loro autorevolezza ed in alcuni casi anche la dignità.

E’di poche ore la condanna dei principali vertici di Bancaetruria, una banca che costituiva l’ossatura portante dell’economia del nostro territorio.
Nessuna presa di posizione da parte di quei poteri, o chiamatele ”logge”, che tutti sanno esistere ma che spesso riescono a nascondersi tradendo i principi dei loro statuti.

Si preferisce azzuffarsi ad esempio per Arezzo Fiere mentre intorno il commercio interno, come ha dimostrato il flop dei saldi, è in piena recessione e le attività commerciali chiudono, lasciando sempre più spazi di città deserti.

Però, in un contesto di gravi problemi di sviluppo, abbiamo una amministrazione che sembra vivere in un’altra dimensione perché tutti i tentativi di rianimare Arezzo in agonia sembrano fatti da ragazzini, mancando una seria programmazione per trasportare questa città fuori dalle secche in cui da molti anni vive.
Sembra che tutto giri intorno ad una ruota, alle lucine, ad un luna park che stanno come una masturbazione all’amore.
Ora abbiamo anche l’album delle figurine del Saracino mentre gli aretini continuano a “moccolare” per le buche nelle strade che dovevano essere sistemate da tempo ma che invece si allargano sempre di più, anche se presto saranno circondate da lucine led come per le strisce pedonali.Figure e figuracce 2

Amministrare diventa un gioco di ruolo.
La cultura latita, la città della musica proposta dai Negrita, fa troppo casino.
Anche se il festival di Sanremo sarà pieno di nomi aretini a dimostrazione che c’è in questa città un sottosuolo che continua ad andare avanti, nonostante tutto.

E’ vero, cara amica che me lo ricordi.
A volte, bisogna ammetterlo, si rimpiange addirittura la gestione Lucherini, (ed è tutto dire) che pur viziata da mille problemi era riuscita a dare ad Arezzo una forte impronta per un futuro efficiente e moderno, un futuro che le gestioni successive avevano tranquillamente dimenticato per pensare solo a futuri personali.

Ha ragione quel ragazzaccio di Maurizio Bianconi a scrivere:

Come gli aretini hanno fatto la fortuna della città, agli aretini spetta non scavarne la fossa. Il nostro carattere lo conosciamo: siamo saggi, attaccati al lavoro, parsimoniosi se non taccagni, attentissimi alle nostre cose (molto meno a quelle altrui), diffidenti ad ogni novità e ad ogni cosa che vien da “fuori”, brontoloni per natura.

Ma forse ci manca una qualità che in questi frangenti sarebbe utilissima: un pò di fantasia.

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

2 COMMENTI

  1. Contestare o fare osservazioni su scelte dell’amministrazione comunale è difficile. parleremmo del niente. Di cosa si dovrebbe discutere? Della sede della polizia municipale che in quel luogo fa schifo? Di buche nuove, di buche riparate e riaperte, di segnaletica inesistente , cartelli bistorti e divelti, di sporcizia e puzza negli angoli del centro, di una città trasandata con parcheggi e soste con intralcio dappertutto , che noia. Parliamo della Banca Popolare del’Etruria ? Meglio di no , non si può, gli aretini ammaliati e poi fregati sono silenti , non vogliono parlarne perchè hanno scoperto che a fregarli sono stati proprio i loro paladini , gli uomini che amavano. Sinistra per risvegliare Arezzo devi dargli un argomento , vedrai che gli aretini si ringalluzziscono immediatamente. Ho capito , non puoi.

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