5 Anni al Presidente e 5 al direttore di Banca Etruria…

Tanti aretini li hanno invidiati quando ricoprivano le cariche più importanti della città a livello economico – finanziario.
In tanti li hanno ossequiati mentre cialtronescamente (secondo la Banca d’Italia, la procura e i giudici che noi rispettiamo) gestivano i soldi degli aretini.

In molti hanno invidiato soprattutto il direttore, quando ha riscosso una buonuscita da capogiro e nelle piazze si diceva: “intanto lui è a posto…”.

Il più furbo è stato Paolo Schiatti, vice direttore che ha approfittato di una finestra offerta dalla banca ed è scappato prima che la bufera arrivasse, anche lui con lauta buonuscita.

La lezione è che se le circostanze portano qualcuno al successo (spesso presunto, immeritato e temporaneo) non è detto che costui valga più di chi è meno in vista.

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

1 COMMENTO

  1. ….e gli aretini tacciono. Tutti o quasi ruotavano interno alla BPEL che consideravano la miglior banca del territorio , potenti , massoni , semplici cittadini si sperticavan in elogi e levate di cappello e adesso? Silenzio di tomba.

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