Il Prato ed il monumento del Petrarca dopo la Citta’ del Natale

Camminare al Prato in questi giorni è sconfortante.
Ho visto un commerciante cinese che guardava perplesso quello che era rimasto di quel giardino.
Per cercare di consolarlo ho provato a dire che in quello spiazzo c’erano passati gli elefanti di Annibale dopo la famosa battaglia del Trasimeno.

Ma che elefanti – mi risponde stizzito- è stata la città del Natale!

Allora faccio memoria di quanto a suo tempo scritto da Angelo Tafi e gli ricordo che già nei primi del 1800 ( il Prato fu inaugurato nel 1809) si facevano manifestazioni “dannose” come la caccia al toro con i cani, una corrida casereccia aretina, oppure concerti bandistici ed addirittura una originale Giostra delle quattro stagioni.
Dopo il 1865 si cominciò a correre al Prato la corsa in tondo dei cavalli con fantino per la festa di San Donato.
Nel 1904 per i festeggiamenti al Petrarca si svolse persino una giostra del Saracino, molto diversa da quella attuale.

Insomma il Prato, prima di essere dimenticato era un luogo molto attivo ed il monumento al Petrarca venne eretto solo nel 1928.

Sì, mi dice l’amico cinese, ma il monumento èla bianco e non così spolco e l’elba c’èla…

Ma sai, è passato molto tempo…

Ma che tempo, è stata la “lota”, i camion, i genelatoli pel le luci… il casino.

In effetti il monumento è in condizioni penose.
Le facce sembrano minatori di carbone, una statua con il braccio alzato che sembra un saluto fascista è tutto nero (normale direte).Retro-monumento-Petrarca

Anche i glutei ostentati da alcuni personaggi fanno una cattiva immagine con tutto quel nero.

Il Petrarca continua a dominare severo anche se sembra che gli venga da ridere.

Certo tutto intorno non c’è neanche un filo d’erba, solo buche, fango e impronte delle ruote, questa volta dei camion.

Vedrai, dico al mio amico cinese, che l’amministrazione lo sistemerà in brevissimo tempo.

Tu ingenuo – mi dice- io vendele elba finta per sistemale plesto.
A chi devo chiedele?

Prova al Gamurrini…

Gamu…llini?

No dai, vai dal Comanducci che è più facile e così non ti ingarelli!

 

 

 

 

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Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

4 COMMENTI

  1. Parlando chiaro in questo articolo si dà di “fascisti” agli attuali amministratori del comune di Arezzo. Inoltre siamo proprio sicuri che la statua prima non fosse già sporca? Avete presentato una foto prima e dopo? Sono stati contati quanti giorni sono passati dalla fine della Città del Natale? Mi scandalizzerei se fossero passati 2 mesi! Quando non si sa cosa e come criticare e ci si mette a grattare il cosiddetto fondo della botte…. Beh, ciliegina sulla torta, tristissimo ed a sfondo razziale il teatrino immaginato con un cittadino cinese, del quale si scimmiotta l’accento.

  2. Quando ci facevano la Festa de l’Unità, al tempo dei comunisti, tutto il prato delle aiuole veniva distrutto. Quello andava bene, visto che non ne parlate?

    • La sua è una bugia, il prato veniva rilasciato pulito ed integro esattamente come veniva trovato , mai camion e vetture nella parte dove c’era il monumento , ci era vietato dal Comune. Caso mai la fiera antiquaria che in occasione del saracino pretendeva la parte bassa del prato. Si vergogni , la differenza tra la sinistra è la destra è proprio questa, siete bugiardi esattamente come nella vita. La festa era gestita dai militanti del PCI , non da avventori , commercianti interessati solo a lucrare e non interessati al bene comune della città come lo erano i comunisti.

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