Sette arresti (uno in carcere e sei ai domiciliari) più una misura interdittiva: è l’esito di un’operazione svolta questa mattina dai finanzieri del Comando provinciale di Lecce.

Agli indagati, nelle diverse vesti di promotori, organizzatori, amministratori, prestanome e liberi professionisti, sono contestati i reati di associazione per delinquere, emissione e/o utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, autoriciclaggio, sottrazione al pagamento delle imposte e bancarotta fraudolenta.

Il complesso sistema di frode fiscale, era sistematicamente esteso in ambito intra ed extra europeo, ovvero fra Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Gran Bretagna, Albania, Australia e Svizzera.

Dal 2016 al 2020, avrebbero utilizzato diverse società “cartiere”, al di fuori dell’Italia, verso le quali sarebbero state bonificate ingenti somme di denaro giustificate con l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, idonee a simulare l’acquisto di “partite” d’oro dall’estero.

Le ingenti liquidità bonificate dalla società salentina presso banche per lo più estere, attraverso rilevanti prelevamenti di denaro contante, sarebbero state ritirate e reintrodotte sul territorio nazionale, in parte anche utilizzate per ulteriori transazioni finanziarie “estero su estero”, innalzando la complessità degli accertamenti e facendone perdere ogni tracciabilità con l’originaria provvista.

Si è calcolato che in un solo triennio, sarebbero stati ritirati per contante, all’estero, 120 milioni di euro, suscitando conseguente allarme anche presso le autorità estere.

Il gip del Tribunale di Lecce ha disposto il sequestro preventivo di valori e risorse finanziarie per oltre 133 milioni; tre fabbricati per uso commerciale e artigianale, e un ramo d’azienda del valore di circa 1,4 milioni.

L’operazione ha interessato diverse province italiane (Roma, Bari, Catanzaro, Arezzo, Barletta e Caserta), anche per perquisizioni e sequestri.

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