Degenerazioni aretine

Bruttissima sensazione, disgustosa e anche squallida, quella suscitata dalle immagini che mostra come si possa cadere così in basso.
La corona di fiori, posta  al “Campaccio”, dove era collocato il cimitero degli ebrei di Arezzo,  sul cippo accanto parco Ducci, nel Giorno della Memoria, è stata stanotte distrutta e sparpagliata per terra, con grande spregio.
Due i possibile scenari, entrambi orribili:

uno: gesto politico di qualche “fassista da spiaggia”, di quelli che al posto del cervello hanno le “pine” (pigne) dure.
Due: atto vandalico dei soliti ragazzotti briachi, che nel week end si assembrano nei vari parchi per sbevazzare e fare casino.
In ogni caso, anche se potrebbero essere altre le cause, è un atto vergognoso.
Degenerazione inaccettabile senza se e senza ma.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

2 COMMENTI

  1. I due scenari, come scrive il giornalista, hanno in comune un’identica materia: lo sterco.
    Nel primo è sterco della storia, nel secondo della società.

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