Percorsi trekking e mountain bike (facili)

Alcuni percorsi trekking, adatti ai  meno esperti,  a chi si dedica alle passeggiate domenicali.

A cavallo dello spartiacque appenninico tra il paso dei Mandrioli e il M. Falterona, 12.500 ettari di superficie, 764 di “foresta vergine” con accesso vietato.
Boschi d’alto fusto di faggio e abete bianco più belli d’Italia, sono lungo il crinale appenninico, man mano che ci abbassiamo, a quote inferiori, assieme all’abete troviamo una gran varietà di essenze: tiglio, olmo, acero montano, betulla, castagno, carpino, noce, tanta anche la presenza di, sorbo, agrifoglio, biancospino nocciolo, sambuco.

Nella foresta è possibile reperire la totalità delle specie appenniniche comprese alcune rarità come, la tozzia e il botton d’oro.
Grossi erbivori sono presenti al completo, per quanto riguarda la vita animale, il capriolo è la specie più abbondante con centinaia di capi, in molti sentieri è facile imbattervicisi, adeguata quantità anche di cervi, e molti daini, esiste anche una popolazione artificiale quella del muflone sardo, grande numero di cinghiali, ghiri scoiattoli, martore.

Nella vasta rete di torrenti e corsi d’acqua pressoché incontaminati, moltissime le trote, tanti anche i rapaci con: sparvieri gheppi astori poiane, picchi, tra i quali il raro picchio nero.
Ultima cosa obbligatoria, la segnalazione del Castagno Miraglia, a Camaldoli, vecchio di oltre 500 anni al suo interno possono essere ospitate diverse persone, la circonferenza del tronco è di quasi 9 metri.

Tutta la foresta è percorsa da sentieri e strade forestali che ne rendono agevole la visita. Per buona parte è contrassegnata con un segnavia biancoverde e relativo numero, lungo l’itinerario, del crinale ci sono anche i segnali bianco-rossi del C.A.I. e della G.E.A.
Esistono piccoli rifugi, da sfruttare in caso di tempo cattivo, e vi è spesso la possibilità di accendere un focolare, a Camaldoli da non perdere il Museo Forestale.

Andare per castagni a Camaldoli

Difficoltà Tempo 1h.30
Dal Monastero di Camaldoli (m.812) prendiamo la provinciale per Moggiona al ponticino a sinistra nel castagneto di Fonte al Menchino da qui raggiungiamo i castagni di Prato al Tiglio, e poi torniamo al Monastero passeggiata consigliata nei mesi di Maggio Giugno e i primi di Novembre.


Da Badia Prataglia a Camaldoli

Difficoltà Tempo 4h.
Eremo di Camaldoli(meglio se organizzati con due auto una alla fine, ed una all’inizio del sentiero)

Partenza dalla casa rifugio Casanova a Badia Prataglia in 30 minuti tra i prati raggiungiamo la radura del Capanno dove c’è il campeggio. Attraversata la strada provinciale, il sentiero si avvicina al fosso di Archiano d’Isola , entriamo nella foresta di abetine e faggete, poi attraversiamo ancora la rotabile e saliamo ancora al passo dei Fangacci, valico spartiacque fra la Toscana e la Romagna, da qui si raggiunge il posto panoramico di Poggio Tre Confini.

Da Badia Prataglia a Poggio tre confini

Difficoltà Tempo 1h.
Partenza dalla casa rifugio Casanova a Badia Prataglia in 30 minuti tra i prati raggiungiamo la radura del Capanno dove c’è il campeggio. Attraversata la strada provinciale, il sentiero si avvicina al fosso di Archiano d’Isola , entriamo nella foresta di abetine e faggete, poi attraversiamo ancora la rotabile e saliamo ancora al passo dei Fangacci, valico spartiacque fra la Toscana e la Romagna, da qui si raggiunge il posto panoramico di Poggio Tre Confini.

Capo d’Arno

Difficoltà Tempo 3h.

Da S. Godenzo arriviamo alla fonte del Borbotto (1200 m) al bivio dopo prendiamo la strada che gira a destra e sale, dopo circa 1.5km, al Varco delle Crocicchie (1407 m) si incrocia il sentiero di crinale (C.A.I.00).
Si scende sll’altro versante, facciamo un largo giro a sinistra e superato un dosso arriviamo alla strada sterrata che viene dalla Fattoria di Pantenna, dall’altro lato della strada nel valloncello sottostante, c’è l’esile sorgente dell’Arno (1358 m) 1 h.e 30′.

Croce Gaggi

Difficoltà Tempo 3h.

Da Camaldoli prendiamo la strada per Moggiona fino a Maestą di Cerreta, entriamo nella strada sterrata per Asqua, dopo 2km circa, all’altezza di una secca curva a sinistra, in corrispondenza di una zona acquitrinosa, recintata parte sulla destra il sentiero n.63 č una mulattiera con tratti di muro, passiamo sotto la linea elettrica ed iniziamo un grande giro sulla sinistra, fino ad arrivare ad un quadrivio e proseguiamo per il sentiero di sinistra, immerso in bosco ceduo, passiamo un piccolo torrente Fosso della metella, quindi tocchiamo Poggio di Ribuio in una fitta abetaia, ed una costruzione circolare, superiamo due rami di un fosso e dopo un breve tratto di faggeta, entriamo in una zona, caratterizzata da felci, ciliegi e lamponi, bello il vecchio sgocciolatoio in pietra, superata un’avvallamento il sentiero si allarga, costeggiamo un’abetaia ed una pineta, arriviamo alla sbarra e da qui sulla strada asfaltata per l’Eremo.
Nei pressi di Croce Gaggi, nel punto in cui da destra arriva l’itinerario per tornare a Camaldoli.

Da Campo dell’Agio  al passo dei Cerrini

Difficoltà Tempo 2h.
Da Campo dell’Agio, di spalle alla fonte vediamo il sentiero 44, in alto sulla destra, saliamo, tenendoci a sinistra, passiamo una grande lastra di pietra, passiamo un punto con varie direzioni, parallele, fino ad uno slargo con un bivio, prendiamo a sinistra, attraversiamo un fossetto e lo seguiamo, lungo la riva destra, dall’alto vediamo l’alveo del Fosso Fonte di Berta il quale rimane alla nostra sinistra, dopo un dosso ed il fosso deviazione a destra e siamo sul crinale, al Passo dei Cerrini (1217 metri) 1 ora.

Da Ridracoli a Casanova dell’Alpe  

Difficoltà Tempo 3h.
Partenza dall’albergo “Il Palazzo” Ridracoli attraversiamo il ponte sul Bidente, e la provinciale andiamo verso la chiesa qui iniziano le indicazioni del percorso.
Nel primo tratto risaliamo la valle fino allo sperone del Castello di Ridracoli lo si puņ raggiungere in pochi minuti tenendo a destra.
Poi ci addentriamo nella valle del fosso dei tigli , troviamo alcuni edifici rurali , lungo la mulattiera di tanto in tanto vediamo la diga ed il lago di Ridracoli, la mulattiera si riavvicina al fondo valle , poi riprende a salire tra boschi di cerri e faggi, arrivando sul crinale fra il monte Cerviaia e il monte Maricciona, poi ci immettiamo nella strada forestale proveniente da Poggio alla Lastra, verso destra arriviamo a casanova dell’Alpe.

Dal passo dei Mandrioli  al rifugio del passo dei Fangacci

Difficoltà Tempo 4h.30
Da Badia Prataglia prendiamo la statale 71 in direzione del Passo dei Mandrioli, al km 99.500, percorsi 50m da sinistra parte il sentiero segnato, con il n°47.
Saliamo, nella faggeta e pieghiamo a sinistra, dopo qualche metro riprendiamo perpendicolari alla statale.
Superata una piazzola, giungiamo ad una lunga radura,all’altezza di un liscio pietroso andiamo obliquamente verso sinistra, superando un pendio friabile ritroviamo il sentiero, da seguire a sinistra fino ad arrivare ad un cippo Forestale in pietra siglato DF 139.
Dopo aver curvato a sinistra, il sentiero diventa una pista, che prosegue dentro la faggeta, arrivati ad un bivio proseguiamo diritti, tenendo la destra per 100 metri, prendiamo il sentiero in salita contrassegnato con il numero 2 biancoverde.
Saliamo fino a quota 1213, aggirando la cima da sud, risaliamo nuovamente, e finita un’ulteriore discesa, a sinistra troviamo un tratto piano dopo di che ancora la salita a tornanti ripidi, del Monte Cucco, rimaniamo a mezza costa sul versante romagnolo, ridiscendiamo al passo dei Cerrini, subito dopo il passo riprendiamo la salita fino che non aggiriamo da sud ovest le due cime di Poggio Rovino e superato un ramo del Fosso del Puntone guadagniamo nuovamente il crinale, dopo un po’ di pianura dentro la faggeta arriviamo al passo della Crocina (1382 m.)
All’altezza della croce partono 2 sentieri il N°3 per Campo dell’Agio e a destra il N°4 per il passo della Bertesca.
Proseguiamo in leggera salita, poi discesa fino ad arrivare, ad una sella con grandi faggi, scendiamo ancora e guadiamo un ruscelletto, dopo alcune centinaia di metri, troviamo un sentiero molto incassato, costeggiamo un fossetto e giriamo a sinistra, lasciando sulla destra l’innesto del sentiero n°7 per Monte Penna arriviamo così all’Aia di Guerrino, raggiungiamo la strada sotto giriamo a destra e dopo una curva arriviamo al Passo dei Fangacci 1223m.

Intorno all’Eremo di Camaldoli

Difficoltà Tempo 2h.30
Dall’Eremo di Camaldoli seguendo il muro di cinta a sinistra, sempre a sinistra imbocchiamo il sentiero n.16, al bivio giriamo a sinistra per Prato Bertone, dopo un tratto in salita ci affacciamo su un bel panorama sulla vallata, arriviamo poi al panoro di Abetiolo al bivio a destra, quindi andando in obliquo sul fianco del crinale lo raggiungiamo, entrando in una faggeta.
Sul crinale prendiamo a destra e poi cominciamo a scendere con delle belle viste panoramiche, sulla vallata Casentinese.
Dopo aver sceso alcuni tornanti arriviamo alla sbarra di Gioghetto, a destra prendiamo il sentiero n. 15 scendendo nel piccolo prato sottostante, al bivio a destra e con 1 km. di bella discesa arriviamo ancora al muro di cinta dell’Eremo svoltando a destra siamo nuovamente nello stradello fatto all’inizio.

N.B.: Ottime possibilità di avvistare fauna.

Il Monte Falterona e i suoi ricordi

Difficoltà Tempo 3h 

Il monte Falterona costituisce un’appendice delle foreste casentinesi, nella parte meridionale, la vegetazione, mantiene caratteristiche selvagge, ampe zone sono dominate da felceti in cui viene praticato il pasacolo brado, è qui che nasce l’Arno sotto forma di un’esile ruscello che diventerà torrente in prossimità di Mulino di Bucchio.
Il massimo della bellezza si ha lungo il crinale, con alternanza di faggeta e prateria tra il Falco e Massicaia.
I panorami sono estesissimi: dalla rupe della Verna fino alla cime abetonesi e garfagnine a sud lo sguardo arriva fino alle vallate chiantigiane, con profili di colline che si susseguono fino all’orizzonte.
Numerosi i caprioli nella val di Cornia, con cinghiali, volpi, faine, puzzole, donnole ed istrici, tanti anche gli uccelli, e i rapaci, predominano, le poiane.
Tutti gli itinerari, sono segnalati con le strisce biancorosse del C.A.I. Il metanodotto funziona da riferimento, non ci sono difficoltà tecniche: nei mesi primaverili e invernali c’è l’innevamento più lungo delle cime circostanti.
Dal passo della Calla m.(1296) prendiamo per Giogarello (via bordonaia) perché vi erano dei picchetti ai bordi che impedivano ai tronchi trascinati dai buoi di rotolare a valle, in 50 minuti circa raggiungiamo i prati della Burraia, da dove ammiriamo bellissimi panorami e proseguiamo poi sul crinale per Monte Falco (m.1658) per scendere fino ai prati di ginestre sotto il Falterona, Montelleri, qui giriamo a destra in un sentiero tra i faggi circa dopo tre ore di cammino dall’inizio del nostro itinerario raggiungiamo il lago degli Idoli, ormai all’asciutto dove molti anni fa sono state rinvenute centinaia di statuette etrusche.
Procediamo per Capo d’Arno, dove una lapide indica la sorgente del fiume.
Possiamo da qui tornare indietro con possibilità di cambiare itinerario.

Val Sacrata

Difficoltà Tempo 2h. 

Dalla piazza di Badia Prataglia, seguiamo via Sassopiano, al primo bivio svoltiamo a sinistra, fino alle ultime case, qui imbocchiamo la strada sterrata a sinistra, dopo un ripetitore, al bivio ancora a sinistra fino ai grandi prati di Campo dell’Agio a metri 1025. Con le spalle alla fonte ci avviamo, lungo l’itinerario che sale parallelo alla strada sterrata che porta a Carbonile.
Superiamo una curva sulla sinistra, un ruscello, poi scendiamo in direzione della strada, deviando a sinistra lungo il fianco della montagna, passato un tratto di roccia, ne troviamo un secondo, superato questo, ritroviamo in alto a destra il sentiero, dopo un po’ di pianura imbocchiamo la valle del torrente Sacrata.

Viaggio nella foresta di San Francesco

Difficoltà Tempo 1h 

Dal santuario della Verna dopo la foresteria dei frati raggiungiamo la piazza del Quadrante da dove prendiamo il sentiero dove nel primo tratto c’è un passamano di legno , la prima salitella ci porta nella Valletta un bosco secolare di faggi ed abeti , raggiunto il crinale lo costeggiamo salendo verso la vetta, avanziamo tenendo la destra un bosco con piante monumentali la più alta 50 metri ed ha un diametro di più di 100 c.m.
A sinistra una serie di punti panoramici e possiamo ammirare anche il Sasso di frate Lupo. Dal Sasso seguiamo il crinale di frate Lupo ed arriviamo alla cima del monte Penna dove c’è una chiesetta ed ancora un bellissimo panorama.
Per scendere prendiamo a sinistra un facile sentiero con il quale raggiungiamo Monte Pennuzzo, nei pressi della cima possiamo vedere un faggio gigantesco alto circa 18 metri e con il tronco di circa un metro, attraverso il bosco di latifoglie raggiungiamo il santuario

Percorsi trekking e mountain bike (Difficoltà media)
Percorsi trekking e mountain bike (Difficoltà alta)

Redazione
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