A spasso in Valdarno: Montevarchi, San Giovanni, Cavriglia

A pochi chilometri da Arezzo, laddove il fiume Arno inverte il suo corso dirigendosi a nord. Si giunge infatti facilmente nel suggestivo Valdarno, antica zona di contesa fra la città guelfa di Firenze e quella ghibellina di Arezzo.
Percorrendo l’Autostrada del Sole, si esce a Montevarchi, terra medievale il cui nucleo storico sorse verso la fine del XII secolo ai piedi di un castello oggi distrutto, appartenente alla famiglia di Romena.

Nel centro della cittadina, troviamo Piazza Varchi intitolata allo storico e umanista Benedetto Varchi (1503-1565) console dell’Accademia Fiorentina e artefice di una delle prime edizioni critiche delle opere di Dante Alighieri. Sulla Piazza, è situata la Collegiata di S.Lorenzo, fondata dopo l’arrivo della reliquia del “Sacro Latte” della Vergine, nel XIII secolo.

Al suo interno, a croce latina oltre al reliquiario posto sull’altare maggiore, ammiriamo la Madonna col Bambino (sec. XV) in terracotta policroma e varie opere barocche. Nella ex sagrestia, si trova il Museo di Arte Sacra dove sono conservati i reliquiari che contengono il “Sacro Latte” e varie opere tra le quali quelle di Andrea della Robbia.
A pochi metri da Piazza Varchi, dove si trova tra l’altro anche il Palazzo Pretorio con gli stemmi dei podestà, incontriamo l’ex Convento di San Lodovico, oggi sede del Museo Paleontologico; in esso si custodiscono resti di fossili della fauna e della flora pliocenica e quaternaria del Valdarno, tra cui spiccano molti resti di “Elephas meridionalis” con le lunghe zanne, e ” l’Istrix etrusca”.

Sempre in mattinata, possiamo dirigerci verso San Giovanni Valdarno riprendendo l’A1 oppure seguendo la Statale N. 69. Possiamo subito raggiungere il centro storico di questa cittadina fondata nel 1296 su progetto di Arnolfo di Cambio, per difendersi dai Pazzi e dagli Ubertini, potenti feudatari dell’aretino. Nella centrale Piazza Masaccio, sorge il Palazzo Pretorio, ammirevole costruzione duecentesca realizzata da Arnolfo di Cambio, con un porticato che circonda tutto il pianterreno.

Sulla stessa Piazza si affaccia la Basilica di S. Maria delle Grazie costruita a partire dal 1484 e Santuario Mariano dal 1986. Nella facciata osserviamo un portico con lunetta di Giovanni della Robbia. All’interno, sull’altare maggiore, è situato un affresco con la Madonna delle Grazie, realizzato nel 1300 da un autore fiorentino. Dalla Chiesa, possiamo entrare nel Museo della Basilica dove sono conservati dipinti di artisti fiorentini del 1400; l’opera più importante è senz’altro l’Annunciazione del Beato Angelico (1430-32). Non distante dal Santuario, si trova l’antica Chiesa di San Lorenzo del 1306 con un interno a navata unica affiancato da una piccola navata appartenente alla pieve originaria.
Passeggiando dunque in Corso Italia, ci troviamo di fronte alla casa natale (oggi galleria di arte contemporanea) di Masaccio, artista geniale del mondo rinascimentale fiorentino, autore dei famosi affreschi della Cappella Brancacci (1424-27).

Dopo la sosta per il pranzo, possiamo proseguire per un’oasi veramente singolare oppure recarsi proprio qui per l’ora dello spuntino; stiamo parlando del Parco Naturale di Cavriglia, ricco di esemplari della fauna europea ed esotica e molto attrezzato.
Da questo territorio, dove una volta si estraeva lignite, caratterizzato da estese chiazze rossastre di terreno, sono ben visibili sul versante opposto le ampie conoidi di erosione di Reggello, Pian di Scò, Loro Ciuffenna, e Castiglion Fibocchi, aperte a ventaglio sui ripiani superiori che si originano dal Pratomagno.

Redazione
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