Crac Banca Etruria: l’avviso di garanzia talvolta dà energie

Un, due, tre…triplete …diciamo triplete e non diciamo riciclaggio, riciclaggio di indagati, diciamo piuttosto che talvolta un avviso di garanzia in arrivo non guasta le energie.

Il garantismo vieta di farne un caso speciale quando speciale non è tra i 29 indagati, a vario titolo, nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica del Tribunale di Arezzo sul crac di Banca Etruria.

Lo sciacallaggio è un brutto vezzo e dissuade dal farne un caso speciale e tuttavia viene da dire che l’avviso di garanzia talvolta dà energie. Soprattutto se entra in gioco il culo. Il gran culo di essere chiamato a dirigere una grossa società, a capitale pubblico, prima dell’avviso di garanzia per bancarotta semplice.

Senza con ciò voler significare una qualche correlazione ma, però, una certa dose di Fattore C, sì. Dove C sta per culo. (Sta un po’ anche per consociativismo tra destra e sinistra). Ma significa anche cronaca.

Non per volerne fare un caso speciale quando speciale non è nell’ambito della seconda e articolata (ma per vedere se è anche ben formulata si dovrà aspettare il giudizio) inchiesta per bancarotta semplice e fraudolenta, però non si può non dire che uno degli indagati dai Pm è asceso alle cronache locali con una certa insistenza ultimamente.

Il fortunato ha vinto un triplete, si può dire.

Nel giro di pochissimi giorni due uffici stampa e una fonte giudiziaria ci hanno comunicato triplamente altrettante notizie: non per volerne fare un caso speciale quando speciale non è, ma di estrema attualità sì. E di esposizione mediatica in altri ambiti, diversamente giudiziari, sì.

  • Era il 27 aprile scorso quando Palazzo Cavallo comunicò alla collettività che un consigliere comunale – ringraziando il sindaco, gli assessori e i colleghi per la collaborazione ad egli mostrata durante la sua esperienza in Consiglio Comunale cominciata nel 2015- si dimetteva dall’incarico di amministratore cittadino per altro incarico.

 

  1. E’ il 15 maggio (in pratica l’altro giorno) quando ritroviamo l’ex consigliere comunale dimessosi dall’incarico di amministratore cittadino per altro incarico, a capo di una società, tuttora a prevalente partecipazione pubblica, il quale comunica che tale società è convolata al rinnovo di un importante accordo di fornitura di gas.
  2. E’ in data odierna che compare la notizia di fonte giudiziaria stante la quale l’ex consigliere comunale, dimessosi dall’incarico per altro incarico e nominato a capo di una società tuttora a prevalente capitale pubblico, figura nel secondo filone d’inchiesta sul crac della banca tra gli indagati per bancarotta semplice.

Un, due, tretriplete: non per farne un caso speciale quando speciale non è ma un pizzico di energia speciale forse c’è.

Ma non si dica che la sua parte politica ricicla, con il silenzio/assenso degli avversari, gli indagati sul crac della banca. Però verrebbe da dirlo. Però… che se ne sa noi in pratica di come stanno le cose che conducono ad un triplete?

Potrebbe anche darsi che questo caso non speciale di avvisato di garanzia sia indagato esclusivamente come persona informata sui fatti e che pertanto alcunché osta di fargli dirigere una grossa società, prima che si chiarisca il suo caso. Macché se ne sa noi di energie e di triplete! Lo sanno quelli della politica. Mica noi.

 

 

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