L’ignoranza della cultura

Ma cosa hanno in questi giorni da vantarsi sui social il Sindaco Ghinelli, la Vice Sindaca Tanti ed il Vice della Vice Simon Pietro Palazzo ?

Si vantano del fatto che AREZZO compare tra le PROVINCE che producono più ricchezza con la cultura nella classifica del rapporto annuale della Fondazione Symbola ed Unioncamere pubblicato due giorni fa, che la colloca al quarto posto in Italia con un’incidenza del 7,6% sul valore aggiunto dietro città come Milano, Roma e Torino e davanti a tutte le altre province della Toscana, ed al secondo posto dietro a Milano per il dato relativo all’occupazione, con un’incidenza pari al 9%:

Un risultato, che, secondo Ghinelli, confermerebbe che “..la scelta di questa amministrazione di investire in cultura quale settore di sviluppo e crescita è stata ed è una scelta vincente..” e, secondo la Tanti, sarebbe da attribuire “..allo stimolo ed al progetto generato dalle Fondazioni..” (nds.: Guido d’Arezzo ed Arezzo Intour).

Bravi, Bravissimi, 7+  !! Un’Amministrazione di Fenomeni.

Macché: si scopre quasi subito che la Provincia di Arezzo – ripetesi, Provincia e non Comune di Arezzo – sono anni e anni che è ai vertici di questa graduatoria istituita nel 2010 e che, anzi, a ben guardare, c’e’ stato un leggero regresso, come dimostra la classifica per l’anno 2014, che di seguito pubblichiamo:

Non ci vuol molto a capire che le politiche pubbliche ed i progetti delle TANTI decantate Fondazioni aretine non c’entrano nulla con questi risultati, perché prima esse neppure esistevano e perché la cultura è correlata (“messa insieme”, dal greco Symbola) all’economia locale, in particolare ai distretti industriali ed al manifatturiero.

 


E che dire, sempre a proposito di cultura, dell’altra dichiarazione fatta dal Sindaco nel medesimo commento sul Rapporto Symbola, secondo cui è “…pienamente da condividere la volontà di richiedere la candidatura delle opere di Piero della Francesca a patrimonio mondiale dell’Unesco…”  ?

Qualche giorno fa, infatti, abbiamo appreso dal Direttore della Fondazione Guido d’Arezzo Lorenzo Cinatti che la nostra Città intende “riprovarci” con la candidatura a sito dell’Unesco del ciclo degli affreschi di Piero della Francesca, sia quelli della Vera Croce, che la Madonna del Parto di Monterchi e la Resurrezione di Sansepolcro.

La notizia, per un verso, ci rallegra e, per altro verso, ci preoccupa: ci rallegra, perché il valore universale dei capolavori del grande artista aretino, la storia e le bellezze naturali del nostro territorio meritano senza dubbio di assurgere a Patrimonio dell’Umanita’ ; ci preoccupa, perché la proposta della candidatura non è farina del sacco della Fondazione, bensì è una iniziativa della Presidente del Centro Unesco di Arezzo ed – ironia della sorte – coniuge dell’ex Sindaco Fanfani, prontamente rilanciata dal giornale quotidiano maggiormente diffuso a livello locale, che, una tantum, non si è limitato a pubblicare le classiche “veline”.

Ancor più preoccupante è il fatto che il Direttore della Fondazione abbia confessato di aver “letto” la proposta della candidatura su quel giornale, di aver “subito chiamato il Sindaco Ghinelli per sapere se era interessato oppure no” (chiamata internazionale d’obbligo, trattandosi di decidere se partecipare o no al Concorso per il ciuffo più ribelle oppure al Palio dei Somari di Torrita) ed, infine, di ignorare nei “..dettagli la procedura per fare domanda”, ma di non credere che questo sia un problema.

Si sbaglia di grosso il Direttore della Fondazione Guido d’Arezzo se crede che il problema non sia la domanda di proposizione della candidatura, perché in questo caso non basterà riempire un semplice modulo, come è stato per il Concorso per la Capitale Italiana della Cultura 2022, dal quale, peraltro, Arezzo è stata ignominiosamente esclusa fin dalle prime battute a causa di un progetto di modesto interesse.

Nella specie Arezzo dovrà passare attraverso le forche caudine del Mibact per essere inclusa nella lista propositiva che ciascuno Stato presenta, insieme ad un dossier di candidatura, per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco: una strada per nulla facile, che non induce certo ad essere ottimisti.

Anche perché la nostra Città è l’immagine plastica dell’ignoranza della cultura, se ricordiamo che, nel 1976, per un decennio, il sito archeologico di Castelsecco, l’area sacra degli Etruschi sulla collina di San Cornelio, è stata Patrimonio dell’Umanità UNESCO, fino a quando nel 1986, visto il degrado del sito (era diventato perfino un percorso di  cross) fu depennato per indegnità.

 

Etrusco
Aretino doc, la mia grande aspirazione era quella di diventare giornalista ed invece ho fatto per più di 40 anni tutt'altra professione. In gioventù' ho scritto articoli per giornali umoristici universitari del tipo La Bombarda ed Il Pungiglione ed, in seguito, dopo la laurea, sono stato nello staff di televisioni e radio private aretine. Sono da sempre appassionato di sport, che ho praticato sia a livello semiprofessionistico, sia dilettantistico. Sono un innamorato della Giostra del Saracino, nella quale per alcuni anni ho avuto un certo ruolo. A chi mi dice che ho un brutto carattere, perché troppo polemico, rispondo come diceva il Presidente Pertini che " soltanto chi ha carattere, ha un brutto carattere ". Ho fatto tante cose in vita mia e spero che questa non sia l'ultima.=

5 COMMENTI

  1. “Ho fatto tante cose in vita mia e spero che questa non sia l’ultima”, dice “Etrusco” nella sua “carta d’identità”. Penso sia certamente il caso di augurarglielo, anche perché “questa ultima”, cioè lo scrivere qui su l’Ortica, trovo che gli riesca piuttosto bene!…

  2. Arezzo anche per questo agosto si riempie di turisti stranieri che si godono la città nella sua naturale bellezza, senza tribune o pratini sintetici in Piazza Grande, senza minchiate di rievocazioni storiche, senza palchi o giochini al Prato.
    Perchè loro lo sanno qual è il momento giusto per vedere Arezzo, quando le fondazioni sono in vacanza!
    Spero che i prossimi candidati a sindaco mettano in programma l’abolizione delle fondazioni così magari avremo più turismo di qualità risparmiando pure qualche soldino.

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