Un sindaco fa le pentole ma non i coperchi

È bastato un articolo tratto dal giornale locale di Montecito, situata nella contea di Santa Barbara in California, residenza della first lady Marjorie Layden, a far riemergere l’assenza fisica da Palazzo Cavallo del sindaco Ghinelli.

L’articolo, che vi traduciamo, racconta la storia sentimentale tra l’americana e il sindaco di Arezzo.

In fondo è una bella storia ma, pur essendo un fatto personale, coinvolge sempre un primo cittadino che non può tenere nascosto il fatto che da giorni sia assente dalla città, senza dire niente, e faccia quelle sceneggiate su facebook con dietro un pannello creato mediaticamente, con un programmino dedicato, con lo scopo di far intendere che sia nella sala stampa del Comune.

Lo sappiamo che l’amore può far fare delle pazzie ma quando si è riproposto sindaco sapeva bene anche degli oneri che deve avere un personaggio pubblico.

Ma anche l’Ortica ha un cuore e per questo riproponiamo (tradotto, sappiamo fare anche questo) l’articolo apparso sul giornale locale californiano, scritto da una amica della sig.ra Marjorie  che parla molto bene della sua esperienza aretina e che ci fa tutti partecipi di questa beautifull de noartri.

Foto the Montecito journal: Marjorie and Alessandro

Traduzione

“Tutti amano una storia d’amore, forse ancora di più in questi tempi difficili.
So di sì e, per provvidenza, mio marito ed io siamo stati in grado di essere nel bel mezzo di questo.

La storia è iniziata con Marjorie Layden, residente di lunga data a Montecito, che intraprende un viaggio in Europa per cercare qualcuno che occupi un posto nel consiglio di amministrazione del prestigioso Salzburg Global Seminar, un’organizzazione no profit globale fondata nel 1947 con la missione di “sfidare  un mondo migliore.”
Layden serve sulla scacchiera.
Aveva anche sentito che il sindaco di Arezzo voleva parlarle della possibilità di entrare nel consiglio di Guido d’Arezzo per sostenere la cultura ad Arezzo, una bella città delle stesse dimensioni di Santa Barbara.

Layden vedova dell’amministratore delegato della Coca cola Henry Schimberg, è nota per i suoi numerosi atti di filantropia negli Stati Uniti.
Ha dotato e fondato The Children’s School of Excellence a Rainier, Washington ed è presidente della School of Ethics presso l’UCSB.  Uno dei suoi principali interessi è portare la musica nella vita dei bambini di tutte le età.

Mentre era in Europa o al Salzburg Global Seminar, si è recata nella città di Arezzo, in Italia, per cercare il sindaco Ghinelli, di cui aveva sentito molte cose positive.
La donna proprietaria dell’hotel in cui soggiornava Marjorie l’ha invitata a una cena quella sera, aggiungendo: “Penso anche che ci sarà il sindaco”.

Come è successo, il bel sindaco della città di Arezzo, Alessandro Ghinelli, un ex importante uomo d’affari e professore universitario, si è seduto accanto a lei alla bella cena.
Hanno parlato dei loro interessi e si sono resi conto di quanto fossero simili e il tempo sembrava svanire.

A luglio, Arezzo ospita il Raro Opera Festival in un anfiteatro romano.
Layden e il sindaco hanno partecipato e sono rimasti affascinati dal virtuoso violinista di 21 anni Giani Zanon, anch’egli interessato a portare la musica ai bambini.

Layden e Ghinelli hanno continuato a vedersi e si sono innamorati.
Ben presto, entrambi decisero che, nonostante le loro diverse culture, lingue e paesi, erano determinati a farlo funzionare.
Il loro sogno era quello di rendere Santa Barbara e Arezzo città gemellate.
Avevano molti piani in atto per aiutare entrambe le città.
Il piano più grande era sposarsi.
Hanno chiesto al giovane virtuoso del violino di creare un festival di un mese per il loro matrimonio e lui ha avuto l’idea di portare molti giovani virtuosi da tutto il mondo per esibirsi e insegnare nelle scuole.
Avrebbero diviso il loro tempo, tra le due città.

È qui che entriamo io e Bob.
Eravamo a Capri proprio prima della Giostra dei Saraceni di Arezzo, la tradizionale rievocazione storica cittadina dei giochi cavallereschi medievali.
Quando Layden ci ha invitato, abbiamo colto al volo l’occasione.
Abbiamo preso il treno da Napoli ad Arezzo giusto in tempo per la Giostra e per la festa di fidanzamento della coppia che è seguita.

La Giostra era grande e meravigliosamente rumorosa, piena di bravos, cavalli nei loro abiti medievali che si accalcavano sui ciottoli e bande che marciavano e suonavano in Piazza Grande.
I cavalieri indossavano la loro magnifica armatura e la gente esultava per la vittoria delle loro parti.
Il sindaco è stato il re della giostra.

La sera successiva, quando il sole è passato dall’arancio al giallo cadmio, l’altro evento, la cerimonia di fidanzamento si è svolta nella villa degli sposi nella campagna toscana.
È qui che hanno annunciato il loro fidanzamento ai loro amici di tutto il mondo.
Alla fine del fine settimana hanno annunciato il 28 marzo le nozze alla borgata.

 Ma sappiamo tutti cosa sarebbe successo.

L’Italia ha iniziato ad annunciare casi di COVID-19 e vaste aree del paese sono state messe in quarantena all’inizio di marzo.
Ben presto, i paesi di tutto il mondo stavano facendo lo stesso.
L’Italia alla fine dovette chiudere del tutto, così come la maggior parte degli stati americani.
Questo ha lasciato il sindaco Ghinelli sospeso ad Arezzo, dove è amato e fidato, e la nostra futura sposa a Montecito, a prepararsi per il suo matrimonio e lavorare ai suoi progetti.
Ghinelli dava rapporti giornalieri al suo popolo e per questi rapporti dipendevano molto da lui!

Al momento in cui scrivo, sono passati quasi cinque mesi dall’ultima volta che si sono visti.
L’Italia ha riaperto lentamente e così anche l’America, ma non è ancora possibile visitarla.  Parlano al telefono tutti i giorni.
I loro piani vanno avanti, sia per le loro città, le loro fondamenta e, naturalmente, per il loro matrimonio.

Questi sono tempi difficili, di sicuro, ma comunque l’amore è amore e la speranza è speranza e i piani per un brillante futuro vanno avanti.”

Ora Ghinelli vuol recuperare il tempo perduto.

Però torni presto sindaco perché ci sono diversi problemini da risolvere, ma per tornare non prenda il drone, che quello di farlo rivolare ha già fatto incazzare diversi aretini.

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

4 COMMENTI

  1. Pare che sia di prossima pubblicazione, in contemporanea qui e negli S.U.A., il feuilleton: “Il sindaco cow-boy”.

  2. Se il vaccino non va da Sandrino, Sandrino va dal vaccino….basterà fare i conti di quanti giorni è stato negli Stati uniti (minimo 21, necessari per il richiamo, più altri per espletare le varie pratiche e vedere eventuali effetti indesiderati ).
    Della serie ” infinite le vie che apre l’amore “: prima l’oggetto del desiderio fu la soave amata,poi le corsie preferenziali aperte da questa gli permisero di raggiungerne un altro ben più agognato, che noi umani attualmente non possiamo neanche immaginare. La barca affonda, il capitano si toglie di culo e ci lascia con l’orchestra che suona questa colonna sonora:
    https://youtu.be/Rr8ljRgcJNM

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