Mensa o Supermensa? Questo è il problema…

Si ha notizia che venerdì 22 c.m. il Consiglio Comunale di Arezzo si riunirà per discutere sulla proposta di delibera di iniziativa popolare presentata dal Comitato Giù le Mani dalle mense “…per dire no alla costruzione del centro unico di cottura e si’ all’impiego di quelle risorse finanziarie per il rafforzamento delle mense interne alle scuole…”.

In attesa della discussione il Comitato ha indetto, a partire dalle 10.30, un sit-in, fuori dal Palazzo Comunale, al quale sono chiamati a partecipare genitori, nonni, zii, amici, parenti e tutti coloro che condividono la battaglia per le mense interne alle scuole.
Dopo il sit-in, i presenti potranno accedere alla sala del Consiglio Comunale per assistere alla discussione della proposta di delibera.

Sembra che l’Assessora Tanti preposta alla Supermensa, per la eventualità che il sit-in e la discussione si protraggano fino all’ora di pranzo, abbia previsto l’allestimento di un servizio di ristorazione collettiva, offrendo un pasto completo preparato dal Centro Unico di Cottura, affinché tutti i partecipanti possano assaggiare il cibo da destinare ai bambini ed apprezzarne la indubbia qualità.

Etrusco
Aretino doc, la mia grande aspirazione era quella di diventare giornalista ed invece ho fatto per più di 40 anni tutt'altra professione. In gioventù' ho scritto articoli per giornali umoristici universitari del tipo La Bombarda ed Il Pungiglione ed, in seguito, dopo la laurea, sono stato nello staff di televisioni e radio private aretine. Sono da sempre appassionato di sport, che ho praticato sia a livello semiprofessionistico, sia dilettantistico. Sono un innamorato della Giostra del Saracino, nella quale per alcuni anni ho avuto un certo ruolo. A chi mi dice che ho un brutto carattere, perché troppo polemico, rispondo come diceva il Presidente Pertini che " soltanto chi ha carattere, ha un brutto carattere ". Ho fatto tante cose in vita mia e spero che questa non sia l'ultima.=

1 COMMENTO

  1. Gli amministratori pubblici votati dalla maggioranza dei cittadini in libere elezioni ricevono il mandato politico, ed amministrano i beni pubblici, nell’esclusivo interesse della collettività. Non esiste in Italia la democrazia diretta, disastro della politica in ogni senso, prova del fallimento di quest’ultima. Chi amministra lo fa nell’ottica del bene per il cittadino ed il patrimonio. Ne consegue che se un’amministrazione pubblica decide di andare a preparare il cibo delle mense pubbliche qui piuttosto che là, il cittadino non può opporsi, a meno che non dimostri che tale comportamento gli arreca un danno. Siamo di fronte ad una colossale farsa in salsa rossa. Suppongo che se tale scelte le stesse portando avanti un’amministrazione di un differente colore politico rispetto all’attuale ci sarebbe stata molta meno polemica, forse anche il tutto sarebbe passato come una stupenda operazione a vantaggio dei bambini e della comunità (in stile kolkoz). Libertà! Libertà! Libertà!

LASCIA UNA RISPOSTA