L’invasione dei Capperi Assassini

La stampa locale non ha mai brillato particolarmente, sia sul fronte della qualità che sull’obbiettività e lo ha dimostrato spesso agli occhi della cittadinanza.

Per vendere qualche copia in più, ultimamente il Corriere di Arezzo ha adottato la tecnica del titolo “clickbait”, ovvero sensazionalismo estremo e promessa di chissà quale scoop, facendo leva sull’aspetto emozionale di tale aspettativa, quando poi, oltre al titolo, la sostanza è ben diversa.

37706899_10216890772250276_4870733358818131968_nUltimo caso in ordine cronologico due attacchi strumentali al Gamurrini, uno sulla presenza di muraiola e capperi nel Centro Storico (da sempre presente e che non ha mai causato problemi) e l’altro su una presentazione di un match di pugilato all’interno di una sala slot.

I giornalisti del Corriere hanno nei titoli drammatizzato e distorto la realtà in modo esagerato, nel primo caso con “un invasione delle piante” degne del peggiore film horror di serie Z, mentre nel secondo caso come se il Gamurrini avesse inaugurato la sala slot stessa, a discapito della lotta alla ludopatia che il Comune sta facendo.

Peccato che la realtà oggettiva dei fatti sia ben diversa.37689781_10215009467383269_6934939261690970112_n

L’Ortica stessa ha spesso attaccato il Gamurrini per le sue azioni e se sarà il caso lo farà anche in futuro, ma distorcere la realtà e spacciarla per informazione come sta facendo il Corriere è un azione squallida.

Sul profilo Facebook del Motosega molti i commenti di solidarietà al vicesindaco, che ha esortato gli aretini a non acquistare il quotidiano e a valutare i fatti e non il sensazionalismo.

Quello che è certo, è la tristezza di sapere che molte persone leggono un titolo di giornale e basta, credendo ciecamente ad esso, senza poi leggere l’articolo vero e proprio.

Su questa dinamica evidentemente hanno giocato e giocano molte testate, peccato che poi non tutti cascano nella trappola.

Intanto, soffocato da orde di capperi assassini, il sottoscritto chiederebbe in prestito la Motosega al Gamurrini per farsi largo anche tra la muraiola aliena per ritagliarsi un parcheggio.

 

 

 

 

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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