Ad Arezzo le banche “cambiano” … ma solo di nome

Chi passa in via Guido Monaco ad Arezzo vedrà l’insegna di una nuova banca che sta per aprire i suoi sportelli.
Il nome è tutto una speranza: Cambiano, ma con l’inflessione sulla prima a.

Così molti si chiedono: ah finalmente si cambia.
Cambieranno i vertici di Banca d’Italia e della Consob, cambierà questo gioco al massacro dei risparmiatori truffati che ancora aspettano i fantomatici rimborsi, cambierà una giustizia lenta che li penalizza a favore dei potenti.

No, niente di tutto questo.
Semplicemente, dopo il dissesto di Bancaetruria e prima che questa cambi le proprie insegne, altre piccole banche si posizionano per vedere di occupare un territorio tutto sommato ricco e lasciato libero dopo anni di rapporti territoriali che furono proficui e rispettosi prima del grande tracollo.

Ma dove si trova Cambiano? No, non quella del Piemonte che ci propone subito una ricerca di google, ma è una frazione del comune di Castelfiorentino dove la famiglia Cambi (ah, non potevano che diventare banchieri) nel XV secolo, acquistò i resti di un antico castello medievale della zona ed in seguito vi costruì sopra una imponente villa.

Così la banca fu fondata nel 1884 e fino al dicembre 2016 era una banca di credito cooperativo poi trasformatasi , sembra una delle poche di quella fattispecie, in Spa. (tenetelo a mente)

Certo un articolo di Fabrizio Boschi sul Giornale.it del 14.2.2016 non è molto incoraggiante visto i precedenti ad Arezzo.
Il giornalista parla infatti che la banca sarebbe molto vicina a Luca Lotti, l’attuale ministro per lo sport ed il golf, il factotum di Renzi, anche perché qui ci lavora (o ci lavorava), prosegue il giornalista, anche Marco Lotti, padre di Luca, dove si racconta nel 2009 di operazioni imbarazzanti.

MADONNA ancora un padre ingombrante e nel posto sbagliato.
Ma in Toscana i padri perché non vanno in pensione a dar da mangiare ai piccioni?
Oddio, non è che i figli facciano meno casino eh!

Insomma apre una nuova banca in una città che ha visto un terremoto le cui conseguenze devono ancora manifestarsi.
Ma prima di riprendersi dovranno essere sanate tutte le ferite, economiche, sociali e politiche che hanno avvelenato la città in questi ultimi due anni.
E prima tra tutte la ferita che ha sconvolto migliaia di famiglie a cui sono stati, in una notte di novembre, azzerati i risparmi di una vita.

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Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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