Arezzo – Back in Time è costato centomila euro, ma non sono di nessuno!

 L’assessore al turismo e alle attività produttive del comune di Arezzo, Marcello Comanducci, ha detto che i centomila euro che l’amministrazione pubblica ha speso per la tre giorni di Back in Time, la festa del passato remoto svoltasi in città negli ultimi tre giorni di luglio, non sono stati tolti dalle tasche di nessuno. Non da quelle delle attività culturali, che però non hanno a disposizione nessun budget, e nemmeno dalle tasche degli aretini, ai quali anzi l’investimento pare essere generosamente destinato.

Ma gli aretini non se ne sono accorti. Hanno pagato centomila euro per fare un favore a venti o trenta commercianti del centro storico e se hanno voluto un panino con la salsiccia se lo sono dovuto pagare.

E’ anche tutto da dimostrare che chi ha partecipato a Back in Time (perché non “Ritorno al Passato”, vista la vicinanza al ventennio dell’amministrazione aretina di oggi?) abbia riversato nelle tasche dei commercianti aretini privilegiati più di quanto speso attraverso il comune. E poi una volta tanto vale la pena di sottolineare che non tutti gli aretini fanno gli albergatori, i ristoratori o i commercianti. Per gli altri, cosa prevede il menù della Giunta Ghinelli oltre al prelievo di centomila euro dalle tasche già vuote per una carnevalata fuori stagione? Perché certe rappresentazioni sanno di ridicolo e certi banchini paiono quelli delle feste scolastiche delle elementari.

28 COMMENTI

  1. Ennesimo sito a tempo determinato!! Partite veramente male!
    1. Non firmate gli articoli(scritti in uno sgradevole italiano)
    2. Invece di fare satira(vera) esordite con un articolo che critica un evento dal successo grandioso ed Insultate l’amministrazione!
    Fenomeni allo stato puro!

  2. Concordo pienamente, un evento grottesco che poteva affascinare giusto un gruppo di americani scellerati del Tennessee. Costato un eccesso e l’indotto effettivo rispetto all’investimento è sicuramente un flop. Come al solito Arezzo si conferma un luogo dove eventi e cultura sono nelle mani di avventori altamente impreparati e collusi. E il risultato è evidente.

  3. Fate schifo…lortica usatela come carta igienica…
    Non fate satira, non è simpatico quello che dite (o dici), perché siete solo dei poveretti che non sanno fare altro…andate a zappare invece di scrivere ste merdate.

  4. Penso che del ridicolo lo abbia questo articolo. Perché proprio quello che è stato detto ieri è che queste manifestazioni dovrebbero essere parte integrante del nostro “orgoglio aretino”.. Questa invece si chiama “stupidità”, nel non capire l’importanza di queste “carnevalate”!
    Chi non ha voglia di aprirsi al mondo è liberissimo di stare a casa sua!! 👍
    #probackintime

  5. Perché non firmate gli articoli? Conoscete la deontologia del giornalismo? Soprattutto, avete in redazione un professionista che possa fare da responsabile? Sono tutte domande alle quali è obbligatorio rispondere. Nascondersi dietro un dito oggi non è più possibile perché la rete -paradossalmente- è trasparente. Una cosa però di negativo la rete ce l’ha: tutti ormai sono fotografi, registi, scrittori, giornalisti…. il più delle volte senza averne la formazione di base, le credenziali e la capacità! Se non volete essere mischiati alla marmellata del web, metteteci la faccia.

    • La firma la redazione su qualsiasi testata giornalistica di qualsiasi livello fa riferimento alla direzione.
      In questo caso il direttore responsabile è Gino Perticai.

  6. Imparate da Lercio, Kotiomkin, ecc… come si fa satira. La satira può essere pungente, spesso tagliente, ma è satira.. questa non è satira, questa è una critica aperta alle attività comunali, che io sinceramente apprezzo molto. Se il comune spende per delle iniziative che portano gente (non si trovava un parcheggio a pagarlo oro) vi lamentate, se non organizza niente vi lamentate.
    Ma invece che l’ortica perché non vi chiamate “la cipolla”, visto che sapete fare i piangina e non fare satira?

    • Ma organizzare qualcosa di meglio o diversificato no? Solo sagre, medievalismi e rappresentative orchestrali classiche. Io lo trovo un giusto spunto di riflessione. Se si stesse al passo coi tempi moderni forse qualche idea in più verrebbe. Guardate Cortona tanto per fare un esempio non troppo lontano. Viva , elegante e di con eventi eleganti e di portata internazionale, noi nemmeno un ufficio turistico aperto a tempo pieno.

      Siamo fermi al 1400 (Però coi parcheggi pieni)

      Vida Loca

  7. Che commento superficiale..aiuto…mamma mia che tempo perso. Complimenti..ma a voi chi vi mantiene? Non potete vivere di questo..

  8. Gino se l’idea che hai di satira e’ questa ritiro quell'”in bocca al lupo” che ti ho fatto ieri sera! Che piaccia o no la manifestazione poco c’entra con altre ben offensive polemiche che ho letto.Un inizio di cattivo gusto. Io mi godo lo stesso l’enorme successo di Back in time e confermo l’assoluta stima a Marcello e Gianfrancesco

  9. Finalmente una testata che NON HA PADRONI …. COMPLIMENTI GINO ! Leggere gli altri siti ( che si limitano a fare copia incolla dei comunicati stampa) si nota come l’editoria aretina sia un malato terminale pronto a salire nel carro dei vincitori per prendere un po di cura pagliativia …. Poi Basta con queste sagre e eventi la cui cultura non si sa dove risiede .. In realtà Arezzo non é una fuori serie ma é uno sputo di città di una nazione che é solo terzo mondo e vive nel passato….

  10. Voglio innanzitutto chiarire una cosa: non desidero passare per “cerchiobottista”, semplicemente vorrei esprimere il mio personale pensiero sia sull’articolo che sulla manifestazione. Dico che il post è evidentemente tendenzioso e lo è in modo molto “aretino” (non me ne vogliano i miei concittadini) nel senso che va a toccare argomenti terra terra senza cercare le vere ragioni per le quali con manifestazioni di questo tipo continuerà la sudditanza culturale nei confronti dei vicini (Siena e Firenze ad esempio). Non so se gli organizzatori oltre che aver contato numericamente gli intervenuti hanno fatto una loro classificazione per luogo di provenienza e per interessi culturali. Ho comunque apprezzato la visita in fortezza e poco altro devo dire anche per le incongruenze a volte riscontrate ma quello che più mi rattrista è la constatazione che in questo modo se si fa cultura (e io non lo credo) lo si fa per una singola manifestazione senza pensare al poi.
    i 97.000 euro sono una semplice previsione di spesa che normalmente ogni comune fa nell’organizzare una qualsivoglia manifestazione; si sta molto alti con le cifre perché se poi si sfora il budget gli organizzatori devono tirar fuori di tasca propria la parte in eccesso. Non si poteva avere qualche gruppo in meno (ma tant’é: per l’aretino medio conta l’ostentazione di grandiosità non la raffinatezza) e magari organizzare qualche conferenza che so con un Alberto Angela (visto che per esempio un Franco Cardini non se lo sarebbe filato nessuno). Solo un esempio ma si sarebbe potuto fare lo stesso con un Dan Brown o altro noto scrittore, per tacere sulla possibilità di avere qualche attore famoso per declamare versi d’epoca; si sarebbero potute recuperare musiche medioevali vere eseguite da maestri di conservatorio invece di (e qui so di attirarmi le ire dei vari quartieristi) dei vari inni alla gioia, marce dell’Aida, Carmen, New York New York e altre amenità (peraltro ben) eseguite dal gruppo musici locale. insomma, secondo me si è persa l’occasione per rendere completo questo “Back in Time” e per far durare nel tempo grazie ad avvenimenti collaterali quali mostre e concerti, il suo effetto. Così com’é non è altro che la riproposizione in “grande” di manifestazioni che servono a far vivere per qualche giorno piccoli paesi, belli ma “morti”. Seguendo questa linea si potrebbe dire che Arezzo é “morta in grande”

  11. 1 la satira è altro. Chiamatevi testata di ispirazione ICASTICHIANA e sareste più onesti. il Vostro pezzo è un vomitare di improperi a carico di un’Amministrazione dalla quale emerge solo invidia e cattiveria..vi auguro di chiudere presto!

  12. de che se ragiona…poi quando Icastica drenava risorse al Comune o alla Fondazione Guido d’Arezzo, non mi risulta che lei Perticai si fosse schierato per i soldi e con un ritorno di gente ridicolo. Arezzo è popolare mettetevelo in testa e piacciono gli eventi dove si mangia.

  13. Alle prossime elezione me presento anche io. Se vinco, pan con la porchetta per tutti.
    Programma: il pan con la porchetta è per tutti
    Tutti i sabati e domeniche, sagra del pan coi ciccioli
    Venerdì: sagra del vino rosso
    Dal lunedì al giovedì, pizza comunale

    Special guest sabato sera: gioco della rulla. Al vincitore… un panino con la porchetta!

  14. Il programma del prossimo ball in time1marcia su Roma fiaccolata con Kukux clan e balli celtici con I pads I di pontida p.s c era non Sacco de bricia

  15. Piuttosto pensa a quel cavolo di mercato internazionale
    Costi, incassi, esborsi …. Turismo acquisito e quanto rimane ad Arezzo.
    Se riempion le tasche solo chi l’organizza

  16. Mi è piaciuta questa manifestazione ma avrei anche fatto Icastica..portava tanta gente in città…e di qualità..

  17. Prossima rievocazione storica: le giornate di Fiume ( piazza grande) , marcia su Roma (corso italia) , notte dei cristalli ( davanti circolo aurora) …

  18. Per la gioventù daSabato prossimo corsi ginnici e attività in piazza san Jacopo. Maschi: volteggi, maneggiare il moschetto, lanciarsi attraverso cerchi di fuoco.
    Femmine: roteare cerchi, clave, bandiere e si esibivano nella corsa e nel salto.

  19. In vacanza a Londra, sono andato a vedere il Tate Modern e all’ingresso una installazione che mi ha lasciato senza fiato. L’artista: Ai Weiwei.
    In quel momento mi è tornato in mente Icastica e quell’autore (mi aveva incuriosito anche per il nome buffo che somiglia ad un telefonino) che aveva esposto ad Arezzo…
    Ecco, questo mi ha davvero reso orgoglioso.

  20. Il Problema di questo genere di Manifestazioni è che non hanno futuro, soprattutto se si mira ad attirare i turisti. Possono funzionare per 1 o 2 edizioni per via della curiosità suscitata ma poi sono destinate a morire. Arezzo avrebbe invece bisogno di eventi che in prospettiva offrano la possibilità di crescere sempre di più, anche partendo da budget molto più limitati.
    Avevamo diversi Festival dedicati al Teatro, Letteratura, Arti Circensi di gran prospettiva, che si reggevano sulla passione e sul volontariato (fatti con 2 lire). Sarebbe bastato un aiuto economico & logistico da parte delle amministrazioni 84 lire) ed oggi questi sarebbero dei grandissimi eventi.

  21. Concordo con la visione dell’autore. Splendida la scenografia (fortezza , piazza vasari, anfiteatro) ma la trama e la sceneggiatura facevan cagare . Come si fa a presentarlo come il più grande evento miltiepoca d Europa. Lo avrei chiamato il calderone delle pappatoie( che tanto piacciono agli aretini non dimentichiamoci). Chi difende a spada tratta la manifestazione in varie testate e social forum sono sopratutto gli operatori, entrati nelle grazie dell’amministrazione che hanno installato il proprio banchino (spesso nemmeno attinente al back on time ) nella manifestazione. Infine vogliamo parlare dell’associazione culturale fondata il 26 aprile di quest’anno e l’ 8 maggio gli hanno assegnato 40000 euro per recupero “spese”? Alò, come se dice da queste parti? Se non se capace , sta’ a casa!

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