Arezzo Città dell’Ignoranza, bisogna prenderne atto con serenità

Arezzo è una città composta prevalentemente da ignoranti che non vogliono crescere. Bisogna prenderne atto serenamente (se possibile) e agire di conseguenza.
Hanno visto giusto l’attuale amministrazione e l’assessore Comanducci.
La nostra sta diventando la Città del Natale.
Qualcosa di ultrapopolare, ma contemporaneamente di successo.

Nei fine settimana di novembre e dicembre arrivano in città orde di curiosi consumatori di atmosfere natalizie e intrattenimenti vari.
Naturalmente questi visitatori consumano anche camere d’albergo, pranzi e shopping vario. Un gran colpo per i commercianti, i ristoratori, gli albergatori aretini; una grande euforia per coloro che gradiscono la massima confusione possibile.

C’è gente che nelle code, nella folla esagerata, si butta con entusiasmo, con la convinzione di partecipare a una grande festa.
Ben venga allora la Città del Natale, e accantoniamo l’illusione di poter essere la Città della Musica, che tanto è roba troppo colta e per pochi.

Ci sono città della letteratura, delle grandi mostre, del giallo e perfino dei fumetti, ma non avevamo ancora una Città del Natale.
Lo è diventata Arezzo, con grande orgoglio da parte dei suoi amministratori e di molti cittadini. W il Natale!
Se poi arrivasse anche una spolveratina di neve saremmo a cavallo… 😉

12 COMMENTI

  1. Sante parole…..mi chiedo che piacere prova un aretino a buttarsi in mezzo alla calca di migliaia di persone per non riuscire a fare nulla (entrare in un negozio, camminare, entrare in un bar, fare le attrazioni del Natale al Prato).
    Il bello è che qualche genio sulla Nazione esalta questo pigia pigia….ignoranza pura al cubo !!!!

    • Chissà Sig.ra Benedetta, che tutta questa folla, magari andando nei bar ristoranti o alberghi riempiendo un pò le tasche di quella gente e quelle attività che sono continuamente vessate dai balzelli delle imposte senza vedere nulla in tasca. Io sono andata in alcune di queste attività e i negozianti erano allegri di vedere finalmente gente. Se a lei non piace, può benissimo stare in casa e leggersi un buon libro. Ma la volevo informare, che in questo fine settimana mio figlio, laureando in ingegneria aerospaziale all’università di Bologna, non proprio una facoltà da ignoranti, e i suoi compagni di studio che sono venuti in città hanno molto apprezzato Arezzo. Che strano vero? Le critiche gratuite solitamente sono dispensate dai soliti rosiconi che non hanno fatto quando era il loro turno e ora che gli altri sono in grado di organizzare qualcosa di buono denigrano a prescindere. Non le piace l’atmosfera, pazienza………….A noi sì.

  2. Bisogna offrire al popolo delle feste rumorose; gli sciocchi amano il rumore e la massa è costituita da sciocchi.

    (Honoré de Balzac)

    • Magari Signor Eustachio, prima di criticare a prescindere sarebbe opportuno si documentasse adeguatamente…………Comunque, torno a ripetere, i compagni di studio di mio figlio, laureandi in ingegneria aerospaziale all’università di Bologna, non proprio una facoltà da perditempo, hanno apprezzato molto queste iniziative. sono venuti anche in altri periodi ad Arezzo e l’hanno apprezzata, come hanno apprezzato la Pieve, I dipinti di Piero della Francesca, la Fortezza Medicea………………Ah, dimenticavo, loro non bevono, non fumano, non guardano gente demente come quel fenomeno da baraccone di Sfera ebbasta e quando vanno all’università ci vanno per studiare non per sfasciare tutto come i figli benpensanti dei radical chic. Molto cafonal e poco chic.

  3. Invito l’autore dell’articolo a visitare il planetario di Arezzo, installato proprio in occasione della Città del Natale. All’interno del planetario gli operatori, tutti volontari, fanno divulgazione scientifica (la potremmo chiamare anche cultura scientifica, ma non solo, parliamo anche di mitologia), divulgazione fondamentale in questo frangente storico così particolare, dove tornano in auge assurdità come scie chimiche o Terra piatta. Potrà constatare che Arezzo non è solo qualche bella lucina. La aspettiamo 😊

  4. Articolo interessante se togliamo l’introduzione. L’intrattenimento di massa difficilmente può essere colto. Le partite di calcio sono colte? Non per questo chi le segue e spende molto per farlo è necessariamente ignorante. Quindi mi sembra inopportuno tacciare gli aretini di ignoranti che non vogliono crescere. La trovo un’ottimo volano per l’economia aretina. Per i più colti c’è la prima alla Scala di Milano, sempre che se la possano permettere.

  5. Sicuramente chi ha scritto questo articolo è un incontentabile nato.
    Sicuramente avrà criticato anche tutte le altre iniziative fatte in passato, soprattutto in campo musicare, tipo: Vota la “Voce”e “Arezzo Wave”, manifestazioni che hanno attirato in città migliaia di decine di persone.
    Forse gli darà pure fastidio anche la “Fiera dell’Antiquariato” e la “Giostra del Saracino”, perché anche queste manifestazioni sono un bel volano per la nostra Città.
    Arezzo ha bisogno di quest’eventi per rilanciare la propria economia e soprattutto per rornare ad essere conosciuta nel mondo.
    Ma poi, diciamola chiara: fino a quache anno fa ci si lamentava che ad Arezzo non organizzavano mai niente, ora perché fanno troppo?

    Se a queste persone non piace non piace la consusione, possono andar nei monasteri benedettini lontan dagli Aretini, dove silezio e riflessione, la fan da padrone.

  6. Non posso che accodarmi ai commenti positivi di alcune lettrici e del lettore che hanno postato prima di me. Non dovete confondere l’arte con la A maiuscola, la cultura con la C maiuscola, con le trovate commerciali e ultrapopolari. Invece molti, forse troppi, confondono nel senso filologico del termine le cose, facendo di ogni erba un fascio, volontariamente o per cecità intellettuale. E’ certo che chi amministra la città adesso ha ben chiaro quale è la cultura e la vera arte e quali le trovate pubblicitarie e di massa. Non è possibile fare un paragone tra le due cose; non è possibile gestirle allo stesso modo; non è possibile che ambedue le cose generino dei flussi uguali o simili di turismo; non è possibile che attraggano la stessa tipologia di persone. Ma parimenti non è possibile prescindere da certe cose perché un comune una città vivano. Porta denaro, benché lo neghiate porta denaro, per lo meno più denaro rispetto ad un città vuota, senza passeggio. Vedo intellettualmente trattata la città del Natale come una porcheria bella e buona, come se la sua essenza fosse da contraltare a Piero Della Francesca e tutto il resto. Ebbene, carissimi voi che non sapete o volete vedere più lontano d’un palmo dalle vostre narici, ebbene, sappiate che queste persone che adesso amministrano la città che io amo, hanno portato migliaia di turisti in città: persone che hanno vissuto se pur per l’arco d’un pomeriggio la nostra Arezzo, hanno passato probabilmente qualche ora spensierata, passeggiando per le stupende strade della città e poi perché no, visitando quanto allestito in Piazza Vasari. Il planetario è un elemento di cultura, che negate esser presente nella città del Natale; l’esposizione Lego è anch’essa un altro elemento culturale, perché Lego è ormai un elemento della cultura pop del nostro secolo, e non sono io a dirlo. Pertanto, rosicate, rosicate, rosicate fino a finirvi i denti. Chi rosica sono generalmente i roditori. Ed i roditori nell’immaginario collettivo ben si sa quale triste fine fanno. Per concludere, senza citare nessuno, vedo che la categoria professionale dei critici va ampliandosi a dismisura. Ovviamente – lo dico per le menti meno elastiche – si sta parlando dei critici non d’arte ma del fare altrui, da cui pulpiti escono appunto solo critiche e mai sono usciti fatti concreti. Facile inoltre non sbagliare senza far nulla, facile non sporcarsi le mani non usandole.

  7. Rispondo a chi entusiasta sostiene la confusione, la folla e il casino come cosa buona e giusta.

    Da residente in zona Città del Natale, per oltre un mese io e gli altri residenti vivremo un periodo di inferno.

    Strade bloccate ovunque e quindi difficoltà per rientrare a casa, per scaricare la spesa, accompagnare o riportare figli e nipoti a scuola e da scuola.

    Parcheggi impossibili e quindi tempo perso per trovare posto a casa propria, fiumi di gente ovunque che fanno casino e disturbano chi a CASA PROPRIA dopo una giornata di lavoro vuole solo pace e quiete.

    Chi straparla vive magari a Giotto, a Saione, alla Marchionna e quindi se ne fotte di chi vive in via Ricasoli, in via Madonna del Prato o nelle vie antistanti il Prato.

    Se aveste voi il casino che abbiamo noi, forse non parlereste così, ma si dice che son tutti finocchi col culo degli altri.

  8. Carissimo, io vivo nel pieno centro, in bocca al casino che esalto, decanto, del quale sono contento. Impreco per parcheggiare anche io, per portare la spesa, per spostarmi, ma la città è VIVA, brulica di gente, di famiglie.

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