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La saga dell’Arezzo Wave Contest e il Comune: un’apoteosi di disinteresse

Nonostante il crescente successo e l'importanza nazionale, il Comune di Arezzo continua a ignorare il trionfale Arezzo Wave Contest, lasciando che uno dei principali eventi culturali della città sia relegato ai margini del calendario ufficiale

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Arezzo Wave Contest, il principale concorso live per la musica emergente in Italia, festeggia il suo trentottesimo anniversario con una partecipazione eccezionale. Quest’anno, il contest ha registrato iscrizioni da 99 province italiane, con 886 artisti e band iscritte, segnando un incremento del 14% rispetto all’anno precedente.
Ma mentre il festival continua a crescere e a guadagnare prestigio, il Comune di Arezzo sembra impegnato in un gioco di nascondino con uno degli eventi culturali più importanti della città.

Torino guida la classifica con 78 proposte, seguita da Roma, Milano, Bologna e Firenze. La Toscana ha mostrato una crescita impressionante con 120 iscritti, mentre la Sardegna ha triplicato il numero dei partecipanti, passando da 8 a 21.
E la nostra gloriosa città di Arezzo?
Si accontenta di una medaglia di latta, classificandosi settima con 25 band e artisti registrati.

Durante i mesi di maggio, giugno e luglio, si svolgeranno oltre 40 selezioni regionali che determineranno i 20 vincitori regionali.
Questi accederanno alla valutazione finale della giuria nazionale, che porterà alla selezione dei 12 finalisti per le esibizioni dell’11 e 12 ottobre a Cavriglia, per l’Arezzo Wave Love Contest & Festival 2024.
Un evento di tale portata meriterebbe sicuramente più attenzione da parte delle istituzioni locali, ma pare che il Comune di Arezzo abbia altre priorità.

Nonostante il successo crescente e la popolarità del festival, il supporto da parte del Comune di Arezzo rimane inesistente.
È affascinante osservare come Arezzo Wave rimanga assente dai cartelloni degli eventi estivi e invernali promossi dalla città.
Forse il festival non è abbastanza glamour per meritare l’attenzione dei nostri illustri amministratori.
Chissà, magari se ci fosse una sezione dedicata alla raccolta di figurine o al lancio della patata bollente, il Comune si degnerebbe di accorgersi della sua esistenza.

E pensare che la Fondazione Arezzowave Italia, oltre a lanciare nuovi artisti sulla scena musicale, promuove la cultura italiana a livello nazionale e internazionale.
L’evento ha già raggiunto un pubblico globale partecipando al MuseXpo di Burbank, California, e si prepara per una nuova apparizione internazionale al festival di Stoccolma. Ma perché sostenere un evento che porta il nome di Arezzo nel mondo, quando si possono spendere risorse in progetti molto più strategici come, forse, installare una nuova panchina al parco?

Con le finali di ottobre a Cavriglia già in preparazione, la fondazione spera che il proprio appello venga finalmente ascoltato dal Comune di Arezzo.
Perché, diciamocelo, se non ci si mobilita ora, rischiamo che Arezzo Wave si sposti in un’altra città più accogliente e lungimirante.
Ma niente paura, possiamo sempre consolarci con i nostri eventi tradizionali, dove l’innovazione è sinonimo di cambiare la disposizione delle sedie.

In conclusione, un sentito ringraziamento va al Comune di Arezzo per aver reso evidente che il disinteresse può essere elevato a forma d’arte.
Che il brillante futuro di Arezzo Wave non sia oscurato dalla nebbia dell’indifferenza comunale!
Per ulteriori informazioni sulle date e i luoghi delle selezioni, visitate il sito ufficiale dell’Arezzo Wave Contest.
E non dimenticate di seguire le selezioni e sostenere i talenti che si esibiranno nella fase finale, perché Arezzo Wave Contest rappresenta il palcoscenico ideale per la nuova musica italiana, anche se il Comune sembra non averlo ancora capito.

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