Le azioni della caffeina

Il pensiero di stamani è rivolto alla conoscenza della caffeina.
In particolare c’è chi tollera la caffeina, chi la elimina in tempi rapidi, chi invece elimina con lentezza la caffeina.
Scriverò un testo un pò lungo, il mio desiderio è di contribuire alla conoscenza degli effetti di una bevanda che ci accompagna ogni giorno.

LENTA o RAPIDA ?
Quante tazzine di caffè prendete al giorno ? Eliminate subito gli effetti della caffeina oppure avete un metabolismo lento del caffè?
Studi e ricerche scientifiche hanno diviso le persone in due gruppi: chi elimina in tempi rapidi la caffeina e chi invece è lento nell’eliminare la caffeina. A quale gruppo appartenete?
Il metabolismo della caffeina dipende da un gene, da un tratto del nostro DNA.
O si ha o non si ha questo gene !
E se non si ha questo gene il metabolismo della caffeina è lento. Allora piano con la dose giornaliera della caffeina, c’è il rischio di salute.

LA CAFFEINA e LE SUE AZIONI
La caffeina è una sostanza alcaloide naturale rinomata per la sue proprietà stimolanti: viene ingerita prevalentemente sotto forma di caffè, tè, cioccolata.
Uno degli effetti più conosciuti della caffeina è la sua capacità di agire come eccitante in grado di “ritardare” in maniera temporanea la sensazione di fatica, di migliorare i riflessi e la capacità di concentrazione e di avere una blanda azione analgesica.
La caffeina è una molecola (1,3,7 trimetilxantina), capace, anche a concentrazioni molto basse, ad interagire con specifici recettori biologici che regolano la funzionalità del sistema cardiovascolare, endocrino e nervoso. La caffeina favorisce il rilascio di due ormoni chiamati adrenalina e noradrenalina, dette catecolanime, che favoriscono l’aumento del metabolismo corporeo, della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e del numero di atti respiratori (aumentando così l’ossigenazione del sangue).
Inoltre la caffeina determina un aumento della sintesi acida a livello gastrico, aumento della diuresi. La caffeina ha la capacità di passare con netta rapidità la barriera emato-encefalica, entrare nel cervello ed agire sui neuroni cerebrali. Invito chi è in gravidanza o sta allattando al seno il proprio figlio ad astenersi dall’assumere caffè e alimenti contenenti caffeina perché passa attraverso la placenta, pertanto il feto “assume” caffeina, perché passa attraverso il latte materno. Da evitare !
La caffeina non è contenuta solo nel caffè:
– Caffè espresso (una tazzina mg 40)
– Caffè solubile (una tazza) mg 95
– Caffè americano (100ml) mg 95-125
– Caffè fatto con moka (35 – 50ml) mg 60-120
– Tè Lipton (una tazza) mg 40
– Cacao (100 g) mg 100
– Red Bull (100 ml) mg 30
– Coca Cola (una lattina) mg 85
Per tutti la dose da non superare è di 300 mg al giorno. Chi è lento nell’eliminare gli effetti della caffeina non deve superare i 200 mg al giorno.
Esiste un gene capace di controllare modalità e tempi di metabolizzare la caffeina. Chi metabolizza in modo lento la caffeina ha il rischio di un suo accumulo, se assunta con più tazzine durante la giornata andando incontro a sintomi di intossicazione da caffeina.

INTOLLERANZA ALLA CAFFEINA
Esiste un gene capace di controllare modalità e tempi di metabolizzare la caffeina. Chi metabolizza in modo lento la caffeina ha il rischio di un suo accumulo, se assunta con più tazzine durante la giornata andando incontro a sintomi di intossicazione da caffeina. E’ esposto ad un alto rischio di infarto , rischio che aumenta, in base al numero di tazzine consumate.
“Il pericolo di infarto cresce del 36% nei metabolizzatori lenti che bevono due o tre tazze di caffè al giorno”, concludono i ricercatori, “e si arriva fino al 64% per i forti consumatori di caffè, ossia coloro che ne consumano quattro o più tazze al dì. E il rischio è doppio se di età inferiore a 59 anni, quadruplo se minori di 50”. Questo studio è stato pubblicato nel Journal of the American Medical Association. Un alta ricerca, pubblicata sul Journal of Molecular Human Reproduction, ha messo in evidenza la relazione tra la caffeina con la fertilità e la gravidanza. Questo studio ha dimostrato che le donne con il gene del metabolismo lento per caffeina hanno un rischio maggiore di abortire e di ridurre la fertilità se consumano da una a tre tazze di caffè al giorno, mentre le donne che metabolizzazono in tempi veloci la caffeina non corrono questi rischi pur consumando le stesse quantità di caffè. Al contrario, chi ha il gene in grado di assicurare un a rapido metabolismo della caffeina risulta protetto dal rischio infarto, sempre che non si abusi di caffè.

CAFFEINA e GRAVIDANZA
In altro studio pubblicato sul Journal of Molecular Human Reproduction, si metteva in relazione la caffeina con la fertilità e la gravidanza. Questo studio ha dimostrato che le donne con il gene codificante il metabolismo lento per caffeina hanno un rischio maggiore di abortire e di ridurre la fertilità se consumano da una a tre tazze di caffè al giorno,mentre le donne a metabolizzazione veloce non corrono questi rischi pur consumando le stesse quantità di caffè.
Le persone, uomini e donne, che metabolizzano lentamente la caffeina devono stare attenti alla loro dose quotidiana, se consumano più di 2 o 3 tazze di caffè o 200 mg di caffeina al giorno, possono avere effetti negativi sul loro organismo incluso un aumentato rischio di infarto.

CAFFE’ VERDE CRUDO o TOSTATO ?
Nel caffè verde crudo è contenuta una dose minore di caffeina rispetto al caffè cotto-tostato.
Nel caffè verde crudo si trova unita all’acido clorogenico, come clorogenato di caffeina, che determina un tempo più lungo nell’assorbimento intestinale della caffeina.
Cioè bevendo caffè verde crudo non si ha il picco di caffeina dopo 30-40 minuti, come si ha invece con il caffè cotto tostato. Con il verde crudo si ha un assorbimento lento e continuo della caffeina dall’intestino al sangue assicurando una dose contenuta di caffeina all’interno dell’organismo.
Evitando il picco rapido di caffeina nel sangue si ottiene una migliore condizione di attenzione, vigilanza, vitalità, tipiche sensazioni generate dalla caffeina. Inoltre si permette al fegato di metabolizzare in tempi giusti la caffeina. I tempi del metabolismo della caffeina hanno un ruolo centrale per assicurare i suoi effetti salutari.

Buona giornata in salute!

Pierluigi Rossi
Laureato in Medicina Chirurgia è Specialista in Scienza della Alimentazione, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva. E’ stato Primario presso la ASL di Arezzo, Servizio Sanitario della Toscana, per 22 anni, Direttore della U.O. Direzione Sanitaria della stessa ASL, dove ha creato e diretto Ambulatorio di Nutrizione Clinica. Docente dal 1995 al 2009 di Scienza della Alimentazione presso la Università degli Studi di Siena. Docente (a.c.) presso la Università degli Studi di Bologna. E’ autore di un considerevole numero di ricerche scientifiche pubblicate in riviste italiane ed internazionali. Autore di libri. Ha fondato la Scuola di Alimentazione Consapevole, dirige e insegna in Master e Corsi di Nutrizione Clinica a medici, biologi, farmacisti e personale sanitario in molte città italiane e all’estero. Ha elaborato il Metodo Molecolare (Dieta Molecolare) che supera il calcolo giornaliero delle Calorie, considerato un artefatto scientifico perché il corpo umano utilizza per il suo lavoro metabolico solo energia chimica (ATP) e non certo il calore.

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