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Altro che oro ad Arezzo si riparte dal pane

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Altro che oro ad Arezzo si riparte dal pane

Forse non ve ne siete accorti ma in città sorgono a vista d’occhio panetterie.
Belle, profumate, gioiose, in controtendenza con tutti gli altri negozi, come quelli di abbigliamento, ad esempio, che fanno fatica a tenere la saracinesca aperta.

E’ curioso vedere in alcune zone della città delle vere e proprie processioni per acquistare il pane.
Lunghe file che non si vedono manco per riscuotere la pensione.
Poi, soprattutto maschi, forse perché è il loro ruolo assegnato, li vedi uscire soddisfatti dalla panetteria con il cartoccio profumato in mano quasi avessero acquistato una dose di “farina, quella buona.
In alcune panetterie, come ad esempio in via Chiarini, arrivano auto da ogni dove e posteggiano frementi lungo la carreggiata, si guardano intorno, manco si fosse al Pionta e poi entrano furtivi ad acquistare la “merce”.

L’acquisto del pane fresco sembra riportarci ad una realtà contadina che stavamo dimenticando, o forse perché in assenza di companatico ci gratifichiamo con quello che forse è l’alimento più semplice della nostra storia.
Però attenti perché se scegliete un pane non normale, multicereali, a lievitazione naturale o con farina verna, vi costerà quanto una bistecca.

Così, di negozio in negozio che apre i battenti, gli aretini hanno trovato un nuovo interesse, sono ritornati a cercare cose concrete come il pane, che non è di carta come le obbligazioni subordinate e che nessun bail-in potrà azzerare visto che viene mangiato in giornata e non messo in cassaforte dove topi famelici potrebbero farlo sparire. E forse questa voglia di pane è proprio per dimenticare le delusioni di una città al declino.

E poi finché esisterà del pane fresco, le cose non potranno guastarsi in maniera irreparabile.

Luciano Petrai
Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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