Arezzo continua a farsi conoscere per le peggiori nefandezze

Altro che mercatini internazionali, Arezzo continua a farsi conoscere per situazioni e comportamenti che mai ci saremmo aspettati.
Oggi nel corso dell’udienza preliminare per il processo del crac di Bancaetruria i giornalisti sono stati “confinati” in un’area al di fuori del perimetro del tribunale e lontano dallo spazio dove potevano manifestare i risparmiatori azzerati. Insomma, i giornalisti dovevano immaginare l’udienza.
Ci sarebbe da ridere ma anche questo giornale che nasce sulla satira non riesce a trovare le parole giuste che non siano: indignazione!
Avevamo già visto squadre antisommossa alla festa dell’Unità (sob!), pulman di risparmiatori, in gran parte anziani, dirottati e scortati dalla polizia come volgari terroristi, ma insistere con questi comportamenti ci fa capire che il pentolone nasconde veramente qualcosa di grosso.
Un paese dove i giornalisti non possono esercitare il loro mestiere, apprezzato o meno, ma sempre in libertà, è un paese morto civilmente.
Ci dispiace ma questa volta non c’è niente da ridere!

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Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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