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Bancaetruria aveva molto denaro ma non erano soldi

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Bancaetruria aveva molto denaro ma non erano soldi

E cosi nemmeno l’estate blocca le sorprese che vengono dal pentolone della defunta Bancaetruria.

Non staremo qui a ripetere le notizie già apparse sulla stampa relative a Giovanni Savalle, secondo la Guardia di Finanza, il tesoriere del boss Matteo Messina Denaro, quel Savalle a cui è stato sequestrato un patrimonio di sessanta milioni ed a cui fu concesso da Bancaetruria, grazie all’appoggio del faccendiere Rigotti, ora a processo per bancarotta fraudolenta, un prestito di 1.500.000 euro mai rientrati e che nessun operatore sano di mente avrebbe mai concesso.

Voi direte, ma cosa cazzo ci facevano tutti questi personaggi, chi del trentino chi del sud, intorno ad una banca del territorio come Bancaetruria?

Avete presente quando iniziano delle guerre intestine e comincia a scorrere il sangue?

E’allora che le difese di un organismo diventano deboli, gli avvoltoi cominciano ad ondeggiare sul territorio e qualche iena si avvicina a cibarsi dei cadaveri.

Certo, dalla cabina di regia per la vendita delle obbligazioni subordinate, ai finanziamenti agli yacht fantasma, questa banca, che era un pilastro del nostro territorio, ne ha combinate di tutti i colori.

Chissà se le massonerie, l’Opus dei o chi altro ha zampettato su questi disastri, si faranno almeno qualche domanda in linea con i loro statuti e i loro proclami.

Restano i misteri che, come in una ricerca archeologica, spuntano sempre più frequenti.

E proprio per le continue sorprese, chissà se il boss Matteo Messina Denaro, considerato tra i latitanti più ricercati al mondo, non sia dentro il vecchio caveau di Bancaetruria, al fresco, che beve champagne e dice: io sono il vero denaro altro che gli spiccioli che distribuite a quei poveracci!

 

 

 

 

 

 

Luciano Petrai
Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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