La stanchezza che non passa, la difficoltà a concentrarsi, il sonno disturbato, l’irritabilità e la sensazione di non avere più energie per affrontare la giornata. Sono disturbi che possono accompagnare lo stress cronico, una condizione capace di influire sul benessere fisico e psicologico.
Il dottor Pierluigi Rossi, medico specialista in Scienza dell’Alimentazione, richiama l’attenzione su questi segnali e sull’importanza di uno stile di vita equilibrato, nel quale alimentazione, attività fisica e benessere psicologico hanno un ruolo significativo.
Lo stress persistente può manifestarsi attraverso difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, ansia, irritabilità e senso di sopraffazione. Possono comparire anche tensioni muscolari, palpitazioni e disturbi gastrointestinali, oltre a cambiamenti dell’appetito e delle abitudini quotidiane.
Quando la stanchezza diventa un segnale da non ignorare
Non sempre, però, la stanchezza dipende dallo stress. Sintomi persistenti possono essere collegati anche ad anemia, alterazioni della tiroide, disturbi metabolici, problemi del sonno o altre condizioni mediche.
Particolare attenzione meritano le difficoltà di equilibrio e i disturbi della memoria, che non devono essere attribuiti automaticamente allo stress e richiedono un’adeguata valutazione medica. Se le difficoltà di equilibrio compaiono improvvisamente, soprattutto insieme ad altri sintomi neurologici, è necessaria una valutazione urgente.
Il ruolo degli ormoni e dell’alimentazione
Tra i meccanismi coinvolti nella risposta dell’organismo allo stress figura il cortisolo, ormone prodotto dalle ghiandole surrenali. Anche il DHEA-S, un altro ormone di origine surrenalica, viene studiato in relazione ai processi di adattamento dell’organismo.
Il rapporto tra cortisolo e DHEA-S è oggetto di ricerca, ma non costituisce, da solo, un esame riconosciuto per diagnosticare lo stress cronico. L’eventuale necessità di accertamenti ormonali deve essere valutata dal medico sulla base dei sintomi e della storia clinica.
Rossi sottolinea inoltre il possibile rapporto tra alimentazione, metabolismo e processi infiammatori. La ricerca scientifica sta studiando anche gli effetti delle diete ricche di grassi saturi sull’ipotalamo, una regione cerebrale coinvolta nella regolazione di numerose funzioni dell’organismo. Si tratta tuttavia di meccanismi complessi, dai quali non si può ricavare una spiegazione unica dello stress cronico.
Cosa possiamo fare nella vita quotidiana
Un’alimentazione ricca di verdure, ortaggi, legumi, cereali integrali e frutta secca, accompagnata da un consumo equilibrato di pesce, uova e olio extravergine di oliva, può contribuire alla salute generale. Il pesce apporta anche acidi grassi omega-3, mentre gli alimenti vegetali forniscono fibre utili al benessere intestinale.
Anche il microbiota, l’insieme dei microrganismi che popolano l’intestino, è oggetto di crescente interesse scientifico. Alimenti fermentati come il kefir possono trovare spazio in una dieta varia, senza rappresentare una cura specifica contro lo stress.
Altrettanto importanti sono l’attività fisica regolare, il riposo, il mantenimento delle relazioni sociali e la possibilità di dedicare tempo al proprio equilibrio emotivo. Scrivere un diario delle emozioni, suggerisce Rossi, può essere un modo semplice per riflettere sulle proprie esperienze e riconoscere le situazioni che provocano maggiore tensione.
Ascoltare il corpo senza cercare spiegazioni troppo semplici
Lo stress cronico non deve essere sottovalutato, ma neppure trasformato nella spiegazione universale di ogni malessere. Un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita attivo possono contribuire al benessere, ma non sostituiscono gli accertamenti medici quando i disturbi persistono.
Il messaggio più importante è imparare a riconoscere i segnali del proprio organismo, senza ignorarli e senza cercare scorciatoie diagnostiche. Perché sentirsi stanchi ogni tanto è normale. Sentirsi continuamente senza energie merita invece attenzione.
Articolo rielaborato dalla redazione a partire dalle riflessioni del dottor Pierluigi Rossi sullo stress cronico e sull’alimentazione.
Prima pubblicazione: 2 febbraio 2026. Testo aggiornato il 15 ottobre 2026.


