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Il nervo vago tra occidente ed oriente

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Lo avevo promesso, mantengo l’impegno e scrivo sulla sindrome vagale.

La parola sindrome esprime l’insieme dei sintomi e dei segni di una patologia, generata dal nervo vago: cefalea, stanchezza, apatia, tristezza, aritmie cardiache, dolore cervicale, nausea, depressione, caduta tono umore, mancanza di vitalità, vomito dopo i pasti, improvvisi svenimenti…, brusche variazioni pressione arteriosa.

Tutto parte dall’intestino, e passa attraverso il nervo vago.
Esso è il lato oscuro, nascosto, viscerale, del nostro vivere, svincolato dalla nostra volontà, che possiamo però modulare con una sana alimentazione e salutare stile di vita.
Noi possiamo decidere gli alimenti da ingerire, ma quando il cibo è entrato nel nostro intestino è svincolato dalla nostra volontà, ma agisce sul nervo vago.Il cibo dove passa, lascia il suo segno sulla parete intestinale e stimola i neuroni distribuiti su tutta la lunghezza del sistema intestinale.

Per evitare la sindrome vagale occorre conoscere il proprio intestino e saper scegliere il proprio cibo.
E’ la qualità degli alimenti a generare infiammazione sulla lunga parete intestinale.
Non e’ certo il calcolo giornaliero delle Calorie.
Quando mangiamo non siamo mai soli, miliardi di batteri intestinali, il microbiota, mangiano i nostri stessi alimenti e producono molecole in grado di stimolare il nervo vago. Prossimo post: microbiota-nervo vago- depressione- mancanza di vitalità.

IL CERVELLO ENTERICO CONDIZIONA IL CERVELLO CRANICO / IL CERVELLO DIFFUSO
La composizione strutturale del nervo vago ci informa sulla sua vitale funzione, possiede due tipi di di fibre nervose: A – 80% fibre afferenti che trasferiscono le stimolazioni sensoriali viscerali dal cervello enterico ( milioni di neuroni posti sulla parete dell’intero intestino) al cervello cranico (custodito nella teca ossea del cranio) B – 20% fibre efferenti che trasferiscono la risposta dal cervello cranico al cervello enterico.

Evidenzio che il nervo vago ha il principale compito di “portare” le stimolazioni viscerali al cervello cranico.
In Giappone considerano l’intestino, la cavità addominale come la sede dell’anima: hara (腹), che significa pancia.
Il suicidio del samurai, harakiri, significava tagliarsi l’addome per liberare l’anima.
Noi in occidente non abbiamo la stessa considerazione dell’intestino.
E sbagliamo chiamando l’intestino il secondo cervello.
E’ una affermazione giornalistica.
C’è molto di più.

Il nervo vago condiziona il cervello cranico con le sue stimolazioni sensoriali, nascenti dall’intestino, dal ruolo del cibo, dagli organi addominali, dal cuore, dal polmone… ed obbliga il cervello cranico a rispondere, a dialogare con gli altri organi.

Il nuovo orizzonte e’ il cervello “diffuso”: tutti i neuroni nel corpo umano costituiscono il cervello diffuso.
Superare Cartesio: la “mente” non sta solo nel cervello cranico.
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Pierluigi Rossi
Laureato in Medicina Chirurgia è Specialista in Scienza della Alimentazione, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva. E’ stato Primario presso la ASL di Arezzo, Servizio Sanitario della Toscana, per 22 anni, Direttore della U.O. Direzione Sanitaria della stessa ASL, dove ha creato e diretto Ambulatorio di Nutrizione Clinica. Docente dal 1995 al 2009 di Scienza della Alimentazione presso la Università degli Studi di Siena. Docente (a.c.) presso la Università degli Studi di Bologna. E’ autore di un considerevole numero di ricerche scientifiche pubblicate in riviste italiane ed internazionali. Autore di libri. Ha fondato la Scuola di Alimentazione Consapevole, dirige e insegna in Master e Corsi di Nutrizione Clinica a medici, biologi, farmacisti e personale sanitario in molte città italiane e all’estero. Ha elaborato il Metodo Molecolare (Dieta Molecolare) che supera il calcolo giornaliero delle Calorie, considerato un artefatto scientifico perché il corpo umano utilizza per il suo lavoro metabolico solo energia chimica (ATP) e non certo il calore.

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