Fino al 4 ottobre le famiglie residenti nel Comune di Arezzo possono chiedere un contributo per le spese sostenute per i centri estivi frequentati dai figli durante l’estate 2026.
Il rimborso può arrivare fino a 150 euro per ciascun figlio di età compresa tra 3 e 14 anni.
Una cifra che non cambierà probabilmente il destino economico della famiglia italiana, ma che di questi tempi non si butta via nemmeno sotto tortura.
Naturalmente, prima bisogna meritarsela.
Possono presentare domanda le famiglie con ISEE minorenni non superiore a 35mila euro, per spese sostenute tra l’11 giugno e il 14 settembre 2026 e soltanto se il centro estivo frequentato rientra nell’elenco dei gestori accreditati dal Comune.
Poi arriva la parte preferita dalla pubblica amministrazione: i documenti.
Alla domanda occorre allegare fattura o ricevuta regolarmente quietanzata, con attestazione del pagamento, nome del minore, codice fiscale e periodo di frequenza.
La domanda deve essere presentata esclusivamente online attraverso il portale eCivis, utilizzando SPID, CIE o CNS.
A questo punto, se siete ancora con noi, siete già a metà dell’opera.
Non significa però che i 150 euro siano automaticamente vostri.
Il Comune formerà infatti una graduatoria sulla base dell’ISEE, partendo dai valori più bassi, e i contributi verranno assegnati fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
Tradotto: si può possedere tutti i requisiti, compilare tutto correttamente, produrre ricevute, codici fiscali e identità digitale, e poi attendere che la graduatoria faccia il resto.
Per chi dovesse trovarsi in difficoltà nella compilazione online è previsto anche un servizio di supporto allo Sportello Integrazione di piazza Fanfani 1, previo appuntamento.
Il che, volendo essere cattivi, è già una piccola ammissione: se per chiedere fino a 150 euro viene predisposto anche un servizio che aiuta a compilare la domanda, forse proprio intuitiva non dev’essere.
Resta comunque un contributo utile per le famiglie che durante l’estate hanno sostenuto spese per i figli.
Bisogna soltanto arrivare al traguardo.
Con ISEE nella mano destra, SPID nella sinistra, ricevuta quietanzata tra i denti e possibilmente senza dimenticare la password.
Perché i centri estivi finiscono a settembre.
La burocrazia, evidentemente, fa il tempo pieno anche in autunno.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


