Al primo Artificial Intelligence Forum di Arezzo, il sindaco Marcello Comanducci ha annunciato la nascita di un polo dedicato all’intelligenza artificiale, alla robotica e alla formazione. Il progetto, battezzato nell’intervento Arezzo Tech Hub, dovrebbe riunire giovani, università, istituzioni e imprese innovative. Secondo il sindaco, sarebbe già stata individuata anche la zona dove realizzarlo.
Un’idea ambiziosa, senza dubbio. Ma, almeno nei sei minuti di intervento diffusi sui social, mancano alcuni dettagli: l’indirizzo esatto, il costo, i finanziamenti e i tempi di realizzazione. Roba secondaria, si capisce: il futuro corre, mentre i preventivi e le delibere sono ancora costretti a camminare.
Comanducci ha raccontato anche la propria esperienza nel settore digitale, ricordando i corsi di formazione alle aziende già ai tempi di GPT-3. Nella trascrizione dell’intervento compare una frase particolarmente curiosa: «sono stato tra i primi a creare l’intelligenza artificiale». Espressione che merita di essere ascoltata nel contesto: un conto è lavorare con questi strumenti e insegnare a usarli, un altro è aver partecipato alla loro creazione. Magari il sindaco intendeva proprio parlare della diffusione dell’AI nelle imprese. Nel frattempo, l’intelligenza naturale ci suggerisce di non confondere i due piani.
Nel discorso si parla inoltre di un’amministrazione comunale più digitale: un ufficio dedicato alla transizione digitale, un assessorato all’innovazione affidato a Francesco Marcantoni e un bando per una dirigenza con competenze specifiche. Obiettivi che possono migliorare davvero il rapporto fra cittadini, imprese e uffici pubblici, a condizione che alle parole seguano servizi, scadenze e risultati verificabili.
La domanda, in fondo, è semplice: quali pratiche diventeranno più rapide, quanto tempo si risparmierà e da quando? Perché il cittadino che aspetta una risposta dal Comune non pretende necessariamente un robot: spesso gli basterebbe una risposta.
Il progetto del polo tecnologico merita di essere seguito e giudicato sui fatti. Se porterà formazione e nuove opportunità per i ragazzi, sarà una buona notizia per Arezzo. Per ora siamo alla presentazione: l’intelligenza artificiale promette risposte in pochi secondi, ma per conoscere indirizzo, finanziamenti e calendario dell’Arezzo Tech Hub bisognerà ancora attendere quella naturale. E possibilmente una delibera.
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