Due nuovi lavori di Filippo Nibbi si aggiungono alla serie «Manifesti & Manifeste» che L’Ortica ospita da tempo. Questa volta si passa da un sorriso pieno di provocazione a una riflessione sulla libertà e sul lavoro. Come sempre, immagini e parole si rincorrono, e non necessariamente arrivano alla stessa conclusione.
Che viva la Maranza!
Un giovane sorridente, due cuori e una dichiarazione che ribalta il solito ritornello sui ragazzi di oggi: «Il futuro non appartiene a chi ha più anni. Ma a chi ha più visione». Il manifesto intitolato «Che» prende in prestito un linguaggio da slogan generazionale e lo spinge verso il gioco ironico. Per una volta, al posto della predica sui giovani, c’è un invito a guardarli, magari senza decidere in anticipo che cosa siano.

Di Gianni Zampi
Il secondo manifesto cambia completamente registro. In alto il riferimento a Gianni Zampi, al centro poche righe manoscritte, sotto una frase che sembra una risposta e insieme un programma: «La libertà ci arriva dal basso». Nibbi la accompagna con un gioco tipografico su «ampi spazi di lavoro», facendo entrare nella stessa pagina la scrittura, il lavoro e la possibilità di essere liberi.

Due manifesti lontani per immagine e atmosfera, ma con un filo comune: il futuro non si riceve già confezionato e la libertà non arriva per gentile concessione. Nibbi affida il resto a chi guarda. Che, almeno per qualche istante, può fermarsi a leggere invece di scorrere subito alla prossima immagine.

