Tre nuovi manifesti di Filippo Nibbi arrivano sulle pagine dell’Ortica con il consueto repertorio di giochi di parole, immagini spiazzanti e frecciate alla politica. Si passa da Trump e Meloni alle «lezioni» di mezzo mandato, fino a un veto che guarda all’antica Roma e alle difficoltà delle famiglie.
Cenere ’n toh! Là!
Donald Trump e Giorgia Meloni seduti fianco a fianco, una battuta in vernacolo e una scarpa trasformata in giudizio politico. «Vota come una scarpa!» è il colpo finale di Nibbi, che lascia al lettore il piacere, o il dispiacere, di riconoscere i protagonisti.

E lezioni di mezzo mandato
Un calcio a uno striscione e una frase sulle persone importanti che la vita ci presenta. Il titolo spezza «elezioni» in «e lezioni», mentre l’immagine sposta il discorso sul terreno delle contrapposizioni politiche. La lezione, qui, non ha un professore ufficiale: ciascuno può decidere chi la stia dando e chi dovrebbe impararla.

È troppo troppo Veto!
L’antica Roma da una parte, un cappellino rosso con la scritta «VETO» dall’altra. Il gioco tra passato e presente si chiude con «I ricchi banchettano, le famiglie arrancano». Un’accusa sociale secca, che sotto la battuta lascia ben poco spazio all’allegria.

Tre manifesti, tre registri diversi. Nibbi affida alle immagini l’ultima parola e a chi guarda il compito di cogliere il bersaglio. Una cosa è certa: quando la politica diventa un manifesto, almeno la battuta non ha bisogno del voto di fiducia.

