🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
Saranno circa quattrocento i tifosi amaranto pronti a inaugurare la prima trasferta dell’Arezzo nel campionato di Serie B. Tre pullman, diversi pulmini e un discreto esercito di automobili partiranno verso Avellino per accompagnare il Cavallino al debutto di sabato 22 agosto, alle 21, allo stadio Partenio-Lombardi.
I nostri eroi, nel frattempo, sono già partiti. In testa al gruppo c’è Pietro I, al secolo Pietro Cianci, pronto a trent’anni a mettere finalmente gli scarpini sul prato della serie cadetta. Non sappiamo se verrà incoronato centravanti titolare, ma in assenza di Cerri la corona pare già della misura giusta.
Mentre Bucchi prepara la partita, il direttore sportivo Nello Cutolo si appresta invece a vivere gli ultimi giorni di mercato con il telefono attaccato all’orecchio e probabilmente anche al comodino.
L’ultima indiscrezione parla di un possibile incrocio con il Pescara: Mario Ravasio piace agli abruzzesi, mentre Antonio Di Nardo potrebbe percorrere la strada inversa verso Arezzo. Non si tratterebbe necessariamente di uno scambio diretto e l’operazione resta tutt’altro che semplice, ma i contatti sarebbero in corso. Insomma, il mercato continua a girare: speriamo soltanto che, a forza di incroci, qualcuno non imbocchi la rotonda dalla parte sbagliata. TuttomercatoWeb
La lista della spesa dalla sedia del bar
Dato che al bar siamo tutti direttori sportivi finché non arriva il conto, proviamo a dire anche la nostra su ciò che manca per affrontare un intero campionato di Serie B.
1. Un difensore centrale alto
Serve centimetro, presenza fisica e soprattutto qualcuno che sui calci piazzati non sia costretto ad aggrapparsi alla maglia dell’avversario come all’ultimo autobus della sera.
2. Un play davanti alla difesa
Ci vuole un centrocampista capace di fare rapidamente entrambe le fasi: contenere quando attaccano gli altri e costruire qualcosa di sensato quando il pallone torna amaranto. Non necessariamente Pirlo, ma nemmeno il passaggio laterale come unica religione.
3. Un centravanti strutturato
Che Cianci rimanga oppure no, serve un attaccante centrale con gol nelle gambe, spalle larghe e mestiere sufficiente per battagliare con i difensori della B. Uno che dentro l’area sappia dove andare prima che glielo suggeriscano dalla tribuna.
4. Un esterno giovane
Molto dipenderà dalle condizioni di Pattarello. Se il recupero dovesse richiedere tempo, sarebbe opportuno inserire un esterno giovane, veloce e possibilmente allergico al passaggio all’indietro.
5. Coccia? Io lo terrei
Daniele Coccia può diventare il Sala della fascia sinistra: corsa, duttilità e disponibilità. Prima di salutarlo, ci penserei due volte. Anche perché quelli buoni, appena li lasci andare, diventano improvvisamente fenomeni da un’altra parte.
I nomi appuntati sul tovagliolino
Le mie preferenze? Roberto Pirrello, ex Gubbio, difensore utilizzabile anche come terzino; Nicolas Schiavi della Carrarese, elemento di qualità ed esperienza; e Mattia Mancini del Livorno, capace di giocare sia da punta centrale sia in un attacco a due.
Per Leonardo Mancuso, invece, il ragionamento è semplice: se rimane Cianci, no. Due galli nello stesso pollaio possono anche convivere, ma bisogna poi trovare abbastanza palloni per farli cantare entrambi.
Naturalmente Cutolo avrà idee, contatti e numeri che dal bar non possiamo conoscere. Noi abbiamo soltanto il diritto costituzionale del tifoso: suggerire acquisti, bocciare cessioni e dichiarare “io l’avevo detto” qualunque cosa succeda.
Oltre cinquemila: il Comunale si stringe
La notizia più bella arriva comunque dalla campagna abbonamenti. La società ha annunciato la chiusura anticipata per sabato 22 agosto alle ore 19, dopo il superamento delle cinquemila tessere sottoscritte.
Un risultato superiore alle previsioni, tanto da rendere necessario fermare la vendita per ragioni organizzative e per gestire al meglio gli spazi disponibili. Il ritorno in Serie B ha risvegliato una città che, a dire il vero, non aveva mai smesso di aspettare.
Quattrocento verso Avellino, più di cinquemila già abbonati e una rosa ancora da completare. Cutolo faccia pure il mercato: la gente amaranto, intanto, ha già fatto il proprio acquisto più importante.
Ha comprato fiducia. E l’ha pagata in anticipo.


